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Depressione - Depressione: malattia costosa per lo Stato

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Sanihelp.it - Enormi i costi per gestire la depressione, in Italia come all’estero. Nel nostro Paese, in base alle stime della Società Italiana di Psichiatria, sono di oltre 11 miliardi di euro. Senza tener conto del sommerso, cioè di quei nove milioni di soggetti che soffrono del mal di vivere ma a cui il disturbo non è mai stato diagnosticato.

In Gran Bretagna ammontano addirittura a 15 miliardi di euro (9 miliardi di sterline) e si riferiscono sia alle cure dei malati che alle perdite economiche per la mancata presenza sul posto di lavoro. È quanto risulta dallo studio condotto dall’Institute of Psichiatry di Londra e pubblicato di recente sul Journal of Affective Orders
L’impatto economico della patologia depressiva può essere valutato in termini di costi diretti e indiretti: i primi sono riconducibili al riconoscimento, trattamento, riabilitazione, prevenzione e assistenza a lungo termine del malato. I secondi invece si riferiscono alla perdita di produttività per il soggetto e per le persone a lui vicine impegnate nell’assistenza. Secondo lo studio inglese, le voci che incidono maggiormente sono quelle relative ai costi diretti, che rappresentano circa i due terzi di quelli complessivi (sono i medicinali a rappresentare la spesa principale), mentre la perdita di produttività incide per il terzo restante.

Lo stato depressivo induce il paziente malato a non trovare nessuno stimolo nel lavoro o anche nelle attività del tempo libero. In particolare, la patologia nell’ambito professionale, come emerge da numerosissimi studi, tra cui il lavoro del Department of Family Medicine dell’Università del Michigan, svolto nel 2006, si traduce in un sensibile calo della produttività, che nel complesso genera incomprensioni, svogliatezza e malessere sul posto di lavoro.
Il depresso spesso non ha la voglia o la forza di uscire di casa, pertanto perde giorni di lavoro, che hanno un rilevante costo per le aziende. Uno studio del National Institutes of Mental Health di Boston ha sottolineato che ogni lavoratore americano afflitto da disturbi depressivi perde in media 46,35 giorni lavorativi all’anno. I cittadini USA affetti dal disturbo recano un danno di 14,1 miliardi di dollari all’anno alle imprese del loro Paese.

I dati sugli onerosi costi della depressione per l’individuo e per la società suggeriscono che una priorità di intervento dovrebbe essere data a programmi con l’obiettivo, da un lato, di promuovere nei cittadini una migliore conoscenza della patologia depressiva, dall’altro di migliorare gli standard diagnostici e terapeutici.
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Tags:  depressione diagnosi
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009

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