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Depressione - Depressione: prima arriva la diagnosi, meglio è
Sanihelp.it - Una
diagnosi precoce può significare la salvezza per molti depressi e il primo che può accorgersi dell’insorgere della malattia è il
medico di famiglia, in costante contatto con i cittadini. Per questo la SIF, Società Italiana di Farmacologia, insieme alla SIP, Società Italiana di Psichiatria, e alla SIMG, Società Italiana di Medicina Generale, ha deciso di elaborare
il primo Protocollo Unico diagnostico a disposizione del medico di medicina generale.
La diagnosi precoce permette di proteggere il cervello da
danni morfologici irrimediabili, come la totale atrofizzazione dei neuroni, estremamente grave e difficilmente recuperabile. Purtroppo
risulta molto difficile riconoscere i sintomi della malattia, i quali, molto spesso, non vengono collegati al mal di vivere. Quando la malattia non viene riconosciuta dal medico di famiglia, spesso al paziente vengono prescritti
ansiolitici che agiscono come
effetto tampone senza risolvere il problema e possono creare dipendenza.
La difficoltà della diagnosi nasce dalle dichiarazioni dei pazienti che riferiscono malesseri che sono in realtà una
somatizzazione del mal di vivere: un fenomeno, questo, che nasce nel cervello e si sposta nelle zone periferiche, generando così stati d’ansia nel malato, che
da solo non riconosce la depressione. Questa malattia, infatti, si manifesta principalmente con
diversi sintomi, non spiegati, che vengono osservati nei seguenti ambulatori: gastroenterologia (54%), neurologia (50%), cardiologia (34%), reumatologia (33%) e ortopedia (30%), come risulta dalla ricerca pubblicata di recente sul
British Medical Journal.
Oltre il 50% dei pazienti depressi prova dolore: le localizzazioni più frequenti sono la testa (60%), il dorso (28%), il torace/addome (20%), il collo (11%), le articolazioni (9%) e le spalle (8%), come risulta da un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica
American Journal of Psychiatry.
Il legame tra sintomo psichico e fisico sembra essere molto forte, tanto che
l’American Psychiatric Association, nel 2000, ha redatto un elenco delle principali connessioni: fra i sintomi psichici più diffusi annovera il pessimo umore, la debolezza, la bassa autostima, alcuni disturbi di memoria, l’ansia e la difficoltà di concentrazione; a essi si legano cefalea, insonnia, affaticamento, vertigini, dolori addominali, disturbi gastrointestinali e disfunzioni della sfera sessuale.
Tags:
depressione somatizzazione
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009