Focus Depressione
Depressione - Depressione: il Protocollo Unico per la diagnosi precoce
Sanihelp.it - È ai nastri di partenza il progetto
Idolum (Identificazione Dolore e Umore), promosso dalla SIF, Società Italiana di Farmacologia, dalla SIP, Società Italiana di Psichiatria, e dalla SIMG, Società Italiana di Medicina Generale, per la diagnosi precoce e la cura tempestiva della
depressione.
Si tratta di uno studio basato su un
Protocollo Unico, il primo redatto da tutti gli specialisti, a disposizione dei medici di famiglia: è uno strumento pratico per indagare la mente dell’assistito e dovrebbe permettere di comprendere la reale percezione della qualità di vita da parte dei soggetti a rischio depressivo. Prevede
un questionario per il paziente, con cui verranno analizzati umore, sintomi e terapie.
Sono 1.600 i cittadini coinvolti nell’iniziativa che fanno riferimento a 160 ambulatori di medici di famiglia. Tra dodici mesi saranno formulate delle valutazioni su numero e tipologia delle malattie diagnosticate.
«Grazie a questo progetto, il primo in Italia, sarà possibile usare nuove variabili su cui focalizzare
gli interventi della Medicina Generale a favore del paziente - illustra il professor Giovanni Biggio, Presidente SIF, Società Italiana di Farmacologia - Il protocollo fornirà al medico di famiglia specifici criteri diagnostici e terapeutici, oltre che sugli effetti collaterali degli psicofarmaci, sui
sintomi del disturbo e sul linguaggio del corpo del paziente».
«Sensazioni di dolore, anche vaghe, riferite al medico o emerse nel corso di una visita, potranno quindi venire considerate come
predizioni cliniche di una sottostante situazione depressiva o ansiosa - precisa il professor Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale - Inoltre, dal momento che la maggior parte dei pazienti affetti da disturbo dell’umore si rivolge a medici di medicina generale, il ruolo che svolgono questi ultimi è critico per uno
screening di massima, per anticipare o migliorare la diagnosi».
«Quando si tratta di
fattori psicologici come la percezione di sé e l’aspettativa rispetto alle cure, solo il soggetto è in grado di farlo. Compilando il questionario quindi il paziente fornirà un importante contributo alla diagnosi e alla terapia», aggiungono il professor Mariano Bassi e il professor Eugenio Aguglia, Presidente e Past President SIP, Società Italiana di Psichiatria.
A ciascun soggetto coinvolto sarà consegnato un questionario con domande a risposta chiusa, volte a
comprendere se il soggetto presenta qualche sintomo sospetto, a cominciare dalle capacità di movimento fino alla cura della persona, spronando il soggetto ad autovalutarsi attraverso una panoramica dei disturbi e della vita quotidiana. Nel questionario si cerca di mettere in luce, mediante un’
anamnesi completa, eventuali trascorsi facendo emergere episodi depressivi nascosti.
Anche ai medici di famiglia sarà sottoposto un questionario che permetterà uno
screening dell’attività in relazione ai problemi degli assistiti. I quesiti riguardano sia l’osservazione delle patologie lamentate dai pazienti che la constatazione dell’entità della malattia, la sua dimensione e l’incidenza di motivi psicologici sull’insorgere dei sintomi.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009