Depressione, disturbi del sonno e malattie della pelle
Depressione - Una cura concreta per depressione, disturbi del sonno e ...
Sanihelp.it - La psicologia si è sempre occupata dei problemi emotivi, con risultati non sempre entusiasmanti. Un nuovo, efficace approccio arriva negli anni Sessanta, con il
modello cognitivo-comportamentale, che postula come molti dei nostri problemi siano influenzati da ciò che facciamo e pensiamo nel presente. Questo vuol dire che agendo attivamente ed energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti problemi.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale (PCC) sta assumendo oggi il ruolo di trattamento psicologico d’elezione per la stragrande maggioranza dei problemi emotivi e comportamentali. Si tratta di una disciplina scientificamente fondata, la cui validità è suffragata da centinaia di studi, per la diagnosi e la cura di diversi disturbi, tra cui:
depressione, disturbo bipolare, ansia, fobie, attacchi di panico,
ipocondria, disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia); disfunzioni sessuali, dipendenze da sostanze, disturbi della personalità, difficoltà di relazione, disturbi del sonno ecc.
Come suggerisce il termine, la PCC combina
due psicoterapie:
comportamentale, che aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione, e
cognitiva, che aiuta a individuare certi pensieri ricorrenti, schemi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle forti e persistenti emozioni negative che vengono percepite come sintomi e ne sono la causa, a correggerli, ad arricchirli, a integrarli con altri pensieri più funzionali al benessere della persona.
I vantaggi della PCC sono diversi:
1. Si prefigge di risolvere problemi psicologici concreti: riduzione dei sintomi depressivi, eliminazione degli attacchi di panico e della eventuale concomitante agorafobia, riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, promozione delle relazioni con gli altri, diminuzione dell'isolamento sociale, e cosi via.
2. È centrata sul qui e ora: è centrata sul presente e sul futuro e mira a ottenere dei cambiamenti positivi, ad aiutare il paziente a uscire dalla trappola piuttosto che a spiegargli come ci è entrato.
3. È a breve termine: la durata della terapia varia di solito dai tre ai dodici mesi, a seconda del caso, con cadenza il più delle volte settimanale.
4. È attiva e collaborativa: sia il paziente che il terapeuta giocano un ruolo attivo nella terapia. Il terapeuta cerca di insegnare al paziente ciò che si conosce dei suoi problemi e delle possibili soluzioni. Il paziente, a sua volta, lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese in terapia, svolgendo dei compiti che gli vengono assegnati volta volta.
Per informazioni:
www.ipsico.org.
Tags:
depressione
terapia cognitiva
Fonte: IPSICO
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009