Diabete mellito - Diabete: un farmaco per il cuore
Sanihelp.it - Il diabete, una delle più gravi emergenze sanitarie attuali secondo l’OMS, è in tutto e per tutto, e come tale va considerato, una patologia cardiovascolare. Dei 4,5 milioni di diabetici italiani infatti sono molti a soffrire di complicanze cardiovascolari (
infarto del miocardio, ictus cerebrale od occlusione delle arterie delle gambe), che costituiscono poi la prima causa di morte nel diabete (40% dei casi), nonché una significativa causa di disabilità.
Da qui l’importanza di farmaci che riducano il rischio cardiovascolare, ovvero che modifichino i livelli di
colesterolo e
trigliceridi, veri killer nel soggetto diabetico.
Inoltre 3 - 4 milioni di persone al mondo sono affette, senza saperlo, da
sindrome metabolica: un insieme di problematiche (ipertensione, trigliceridi elevati, basso tasso di colesterolo HDL, alterata glicemia a digiuno), che possono sfociare in patologie cardiache, infarto cerebrale o diabete.
Ebbene, un notevole passo avanti nella prevenzione di eventi cardiovascolari in soggetti affetti da sindrome metabolica o diabete di tipo 2 arriva da
FIELD,
Fenofibrate Intervention and Event Lowering in Diabetes, un vasto studio internazionale che in 5 anni ha coinvolto quasi 10.000 pazienti tra i 50 e i 75 anni.
La ricerca ha evidenziato che i soggetti trattati con il farmaco
fenofibrato presentano una ridotta percentuale di eventi cardiovascolari rispetto a quelli trattati con placebo. Rilevante anche il beneficio a carico dell’apparato visivo e dei reni: 30% di interventi laser in meno per la cura della retinopatia e riduzione della progressione della microalbuminuria del 10%.
«Il fenofibrato è efficace nel combattere la
dislipidemia diabetica (alterazione di una o più componenti lipidiche del sangue) e riduce il rischio di insorgenza di problemi cardiovascolari abbassando il livello dei trigliceridi, rendendo meno dannose per le arterie le particelle
LDL (colesterolo
cattivo) e aumentando il livello di quello
buono (
HDL)», afferma
Elmo Mannarino, professore ordinario di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Perugina e Presidente della SISA (Società Italiana per lo Studio dell’Ateriosclerosi).
«Questo farmaco è utilissimo (usato in combinazione con i tradizionali farmaci che, come le
statine, abbassano il colesterolo LDL) per intervenire sui livelli plasmatici di HDL-C e trigliceridi», aggiunge
Alberico Catapano, professore ordinario di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Milano.
Fenofibrato, un alleato prezioso del cuore nella lotta contro il diabete: eventi coronarici ridotti del 25% in prevenzione primaria e riduzione significativa di altre complicanze a danno di occhi e reni.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 26-01-2012