Diabete mellito - Diabete e dislipidemia: cosa sono?
Sanihelp.it - Il
diabete mellito è una malattia caratterizzata da un aumento patologico della concentrazione di
glucosio nel sangue. Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto o relativo di
insulina, ormone indispensabile per il metabolismo degli zuccheri, o una resistenza periferica alla sua azione.
Per quanto riguarda la sua diffusione, l’OMS lancia un allarme:
nel mondo sono circa 150 milioni le persone affette da questa malattia e la cifra è destinata a raddoppiare entro il 2030, raggiungendo oltre 350 milioni di ammalati.
Poiché tuttavia anche l’
obesità, principale fattore di rischio per il diabete di tipo 2, è in continuo aumento (si stima che nel 2025 un terzo degli italiani sarà extra-large), è probabile che le cifre sulla futura prevalenza del diabete siano sottostimate.
Considerato ciò, è facile intuire che in rapida espansione siano anche le patologie legate al diabete, prima fra tutti la
dislipidemia. Quest’ultima è caratterizzata da un’eccessiva concentrazione di grassi (
colesterolo LDL-C e
trigliceridi) nel sangue e ridotti livelli di
HDL (colesterolo
buono), rappresentando perciò un fattore di rischio maggiore per lo sviluppo della malattia coronarica (CHD) in pazienti affetti da diabete di tipo 2 (principale causa di morte in questa categoria di pazienti, con un rischio relativo accresciuto di circa tre volte).
La dislipidemia è una condizione comune nei diabetici: globalmente ne soffre circa l’80% dei pazienti. Circa il 50% dei soggetti con diabete di tipo 2 ha valori di trigliceridi superiori a 1.7 mmol/l (150 mg/dl) e circa il 25% superiori a 2.3 mmol/l (200mg/dl). Valori di trigliceridi superiori a 2.3 mmol/l (200 mg/dl) sono considerati indicativi di aumentato rischio cardiovascolare e molti pazienti con
dislipidemia diabetica hanno valori inferiori.
Benché le attuali linee guida in materia riconoscano che l’aumento di trigliceridi e la diminuzione del colesterolo HDL rappresentino efficaci indicatori di rischio, non stabiliscono gli obiettivi del trattamento in relazione a tali indicatori, ma solo che il dosaggio di trigliceridi e colesterolo HDL dovrebbe essere usato per orientare la terapia.
Nella genesi del diabete sono coinvolti numerosi meccanismi patogenetici, tra cui i processi che distruggono le cellule preposte alla sintesi dell’insulina a livello pancreatico e che conducono all’
insulino-resistenza e al deficit di tale ormone. A loro volta, il deficit di insulina e l’insulino-resistenza inducono la comparsa di anomalie del metabolismo glucidico, lipidico e proteico.
La patogenesi della dislipidemia diabetica non è ancora nota, ma si ritiene che i livelli lipidici anomali caratteristici del diabete siano conseguenza dell’insulino-resistenza.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009