Diabete mellito - Diabete: l'importanza della diagnosi
Sanihelp.it - Hai riscontrato i sintomi del diabete?
Rivolgiti subito al tuo medico, che ti indicherà quali indagini eseguire. Se tali esami risultassero positivi (
glicemie fuori norma,
glicosuria, ecc.), devi recarti in un centro di diabetologia specializzato per una diagnosi accurata e un primo approccio alla malattia.
Per la diagnosi di
diabete mellito è necessario innanzitutto ricordare che nel 1997 l’
American Diabetes Association e l’OMS hanno rinnovato, semplificandoli, i criteri di classificazione. Tali nuove raccomandazioni includono:
- l'uso preferenziale dei termini tipo 1 e tipo 2 (anziché IDDM e NIDDM) per definire i due tipi più importanti di diabete mellito
- la semplificazione dei criteri diagnostici a due glicemie fuori norma
- un abbassamento delle soglie di glicemia (126 mg per dL [7 mmol per L] o più) per confermare la diagnosi di diabete mellito.
Se si tratta di esordio di
diabete di tipo 1, ti verrà consigliato l'immediato ricovero, per consentire il recupero dell'acqua e dei sali perduti durante il periodo precedente (
chetoacidosi) e per fornire la quantità di insulina necessaria per disintossicare l'organismo dai
corpi chetonici accumulati.
Se invece viene diagnosticato un
diabete di tipo 2, normalmente non è necessario il ricovero, ma vengono eseguite una serie di analisi e di controlli, prescritta una dieta ed eventuali medicinali antidiabetici.
Attualmente, solo la metà della popolazione diabetica è stata diagnosticata. Gli
screening dovrebbero iniziare a 45 anni di età e dovrebbero essere ripetuti ogni tre anni nelle persone non a rischio, mentre dovrebbero iniziare prima ed essere ripetuti più spesso in coloro che presentano fattori di rischio (
obesità,
ereditarietà,
ipertensione,
ipertrigliceridemia o precedente evidenza di alterata
omeostasi del glucosio).
Una diagnosi precoce e tempestiva di diabete è necessaria per non incorrere in complicanze che possono mettere e repentaglio importanti funzioni vitali.
Infatti gli effetti a lungo termine derivanti da diabete non diagnosticato precocemente includono:
retinopatia,
nefropatia e
neuropatia, che possono indurre, rispettivamente, cecità,
insufficienza renale e problemi podali. Altri effetti sul lungo periodo, come i problemi alla sfera sessuale, sono correlati alla disfunzione del sistema nervoso autonomo.
I soggetti affetti da diabete di tipo 2, inoltre, sono esposti a un rischio maggiore di sviluppare patologie cardiovascolari, della vascolarizzazione periferica e cerebrovascolari. I diabetici colpiti da
infarto miocardico avranno maggiori probabilità di decesso rispetto ai soggetti infartuati non diabetici.
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diabete
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009