Diabete mellito - Lunga vita con la dieta prudente
Sanihelp.it - Negli ultimi cinquant’anni si sono verificati profondi mutamenti nelle abitudini alimentari degli italiani, sia per la varietà e la quantità di cibo disponibile, sia per la mancanza di un piano di educazione e informazione nutrizionale che rappresenta il cardine della prevenzione.
Si è passati così da un tipo di
dieta povera, basata su alimenti dell’area mediterranea (cereali, pesce, verdure, legumi, frutta e olio d’oliva) a una dieta ricca in proteine, grassi di origine animale e zuccheri semplici.
Questa trasformazione, se da un lato ha prodotto un decisivo miglioramento dello stato di nutrizione soprattutto nell’età evolutiva (i nostri giovani risultano più alti e più robusti), dall’altro ha accresciuto il rischio di comparsa di
malattie metabolico-degenerative ad andamento cronico, quali l’
obesità, il
diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia coronarica e l’
aterosclerosi.
Le misure di prevenzione delle malattie metaboliche hanno come obiettivo l'acquisizione di corrette abitudini alimentari, basate per lo più sul recupero della
tradizione mediterranea. Ne scaturisce un modello di nutrizione chiamato
Alimentazione Prudente che può essere seguito da tutti, a prescindere dalla presenza di fattori di rischio metabolico.
L’Alimentazione Prudente si basa essenzialmente sull’apporto di cereali (pane, pasta, riso) anche integrali, di pesce (fresco o surgelato), di carni alternative (coniglio, pollo, suino, tacchino), di abbondanti quantitativi di verdure, di una ripresa dei consumi di legumi (fagioli, ceci, piselli, fave, lenticchie), di un buon apporto di frutta e dell’uso preferenziale dell’olio di oliva quale condimento.
Una moderazione nell’apporto di sale (4-5 g/die) e di alcol (due bicchieri di vino o birra al giorno) completano il quadro.
Gli obiettivi dell’Alimentazione Prudente sono:
- diminuzione dell’apporto calorico giornaliero
- riduzione dell’assunzione di grassi saturi, in gran parte sostituiti da grassi monoinsaturi (olio di oliva) e grassi polinsaturi (olii di semi)
- aumento dell’apporto di vegetali (verdura e frutta).
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malattie metaboliche
alimentazione
Fonte: Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica Ospedale Luigi Sacco di Milano
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009