Focus Diarrea del viaggiatore: le terapie
Diarrea del viaggiatore - Diarrea: le parole d'ordine sono dieta e reidratazione
Sanihelp.it - La
diarrea del viaggiatore è una condizione morbosa, seppure fastidiosa, di lieve entità e autolimitantesi (tende cioè a risolversi spontaneamente nel giro di qualche giorno) ma, nel caso che si manifestino sintomi sospetti (diarrea profusa, dolori addominali, febbre, disturbi dispeptici) sarebbe sempre bene
consultare un medico, se non altro per escludere, mediante appropriati esami di laboratorio, malattie per le quali è necessaria una terapia appropriata.
Di regola, la gestione delle forme lievi si limita alla ricostruzione del patrimonio idro-salino perduto con le scariche (
reidratazione) e al mantenimento di un corretto regime alimentare.
In questi casi l’assunzione di semplice acqua e qualche cracker salato (come fonte di cloruro di sodio) o l’uso di succhi di frutta è sufficiente per ottenere un’efficace reidratazione. Un’altra eccellente opzione, se disponibile, è una zuppa salata o del brodo.
Per la reidratazione dell’organismo esistono in commercio soluzioni saline già pronte. In caso di necessità una buona soluzione reidratante può essere anche
preparata in casa.
Bisognerebbe continuare ad
assumere cibo con regolarità. Si dovrà evitare latte e latticini nei primi due giorni di malattia (spesso coesiste un transitorio deficit di lattasi), come pure cibi grassi (stimolano l’escrezione di sali biliari che hanno effetto osmotico) e cibi piccanti (aumentano il transito intestinale). I cibi che vanno preferiti, oltre ai già citati zuppa e brodo, comprendono riso, pasta, patate, banane, carni bollite (in quantità modesta). Le verdure andrebbero reintrodotte quando la diarrea comincia a migliorare.
Sia i bambini allattati al seno sia quelli nutriti con latte artificiale dovranno ricevere il latte ogni volta che lo richiedano, all’occorrenza anche con l’aggiunta di ORS.
Le forme moderate e gravi richiedono che alle misure appena consigliate (
reidratazione e dieta) si aggiunga l’utilizzo di farmaci che riducano il numero e l’entità delle scariche (i cosiddetti
antidiarroici, in particolare quelli inibitori della motilità intestinale, come la loperamide) e di antibiotici (nei casi più gravi dove si sospetta un’eziologia batterica specifica). In questo secondo caso, la terapia deve essere iniziata il prima possibile e sempre dietro prescrizione medica.
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Fonte: Ministero della Salute e SIMVIM-Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009