Dolore cronico - Dolore cronico: lo stato attuale
Sanihelp.it - Negli ultimi anni la comunità scientifica ha affrontato con sempre maggiore interesse la problematica del dolore cronico e le sue implicazioni in ambito sanitario, sociale ed economico. Il dolore influenza la qualità della vita dei pazienti indipendentemente dalla patologia che li ha colpiti.
Secondo i dati dall’OMS, il dolore da patologia neoplastica interviene nel 30-35% dei casi nelle fasi intermedie e nell’80-85% dei casi nelle fasi terminali della malattia.
Esiste però anche una forma di dolore cronico legato a patologie benigne di cui solo raramente si sente parlare.
Secondo la definizione dell’Associazione Internazionale per lo studio del dolore (IASP) quando parliamo di dolore intendiamo
un’esperienza sensoriale ed emotiva associata a un potenziale o effettivo danno tissutale.
Il dolore acuto è un allarme per reagire a uno stimolo dannoso per il nostro organismo.
Il dolore cronico invece è determinato da meccanismi più complessi per cui alla patologia di base che lo determina si aggiungono diversi fattori emotivi, psicologici e somatici che lo mantengono nel tempo.
Purtroppo il dolore continua a essere una dimensione alla quale non viene riservata adeguata attenzione, nonostante sia stato scientificamente dimostrato quanto la sua presenza sia invalidante dal punto di vista fisico, sociale ed emozionale.
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Fonte: Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna
di Valeria Leone
revisione: 30-11-2009