Epatite C - Epatite C: diamo i numeri
Sanihelp.it - L’epatite C cronica è un problema di sanità pubblica in crescita. Secondo le stime, nel mondo le persone infettate sarebbero ormai prossime ai
200 milioni, con 3-4 milioni di nuovi casi ogni anno.
In Europa si contano circa nove milioni di portatori cronici di
HCV, in America 13 e nel Sud Est asiatico 3210.
Tra i pazienti
HIV-positivi (ovvero portatori del virus che causa l’
AIDS), 1 su 3 è infettato anche dal virus dell’epatite C, poiché i fattori di rischio legati allo stile di vita sono simili per entrambe le popolazioni.
Attualmente, l’infezione da HCV è la principale causa di
malattia epatica cronica e di trapianto di fegato in Europa e negli Stati Uniti. È responsabile di circa il 20 % dei casi di epatite acuta, del 70 % delle epatiti croniche, del 20 % delle
cirrosi allo stadio terminale (lesioni cicatriziali del fegato) e del 60 % dei casi di carcinoma epatocellulare (cancro al fegato).
Secondo stime dei CDC, negli Stati Uniti il numero annuale dei decessi per patologie epatiche terminali correlate all’epatite raggiungerà i 30-40mila casi entro il 2010, a meno di cambiamenti nella storia naturale della malattia. Sulla base di tali previsioni, nel prossimo decennio la mortalità da HCV a livello mondiale sarà impressionante, considerando l’ampia diffusione della patologia.
In Italia, l’incidenza delle epatiti legate al virus C è in
lenta e progressiva diminuzione: ogni anno la percentuale di nuovi casi è pari al 3-5% del totale. Questa riduzione è dovuta essenzialmente all’individuazione nel 1989 dell’agente eziologico della malattia e l’adozione di comportamenti più sicuri, con successiva riduzione del contagio.
In relazione alle fasce d’età, solo lo 0,2-0,5% dei soggetti infetti ha meno di vent’anni, il 5% ha un’età compresa tra 20 e 40 anni; le principali sacche di infezione si trovano tra gli ultrasessantenni, tra i quali l’incidenza può superare il 30%.
L’incidenza di infezioni croniche nella popolazione generale adulta varia, in relazione all’area geografica, dal 3,2% al 12,6%. In generale, si riporta una maggiore frequenza di casi al Sud, dove in alcune aree si arriva anche al 20%.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009