Epatite C - Epatite C: facciamo il punto sulle terapie
Sanihelp.it - Attualmente non esiste un vaccino per l’
epatite C. Il modo migliore di prevenire la patologia consiste nell’evitare i comportamenti e le attività a rischio.
Per quanto riguarda la terapia farmacologica, il
National Institute for Clinical Excellence (NICE) britannico ha ufficialmente diramato le Linee Guida cliniche sull’uso dei
peg-interferoni nel trattamento dell’epatite C, riconoscendo in particolare i miglioramenti della risposta virologica sostenuta nei pazienti trattati con dosaggi somministrati in base al peso corporeo. Viene raccomandato l’impiego dei peg-interferoni in associazione a
ribavirina, nell’ambito delle indicazioni autorizzate.
Secondo le Linee Guida al trattamento recentemente pubblicate dai
National Institutes of Health (NIH) statunitensi, tutti i pazienti affetti da epatite C cronica devono essere considerati potenziali candidati alla
terapia antivirale. Le linee guida dei NIH identificano nella terapia di associazione con peg-interferone e ribavirina fino a 48 settimane lo standard per il trattamento dell’epatite C.
Inoltre il
peg-interferone alfa-2a (associato alla ribavirina) ha ottenuto l’indicazione anche per l’epatite B (HBeAg positiva ed anti-HBeAg negativa) e per la coinfezione HCV-HIV.
Questi farmaci sono in grado di eliminare definitivamente il virus in una percentuale che varia dal 50% per il genotipo 1 all’80% per il genotipo 2 e 3, a patto che che il paziente segua scrupolosamente la terapia (un anno per il genotipo 1, sei mesi per gli altri) e i controlli sistematici.
Purtroppo ci possono essere importanti effetti collaterali:
Interferone:
- sindrome simil-influenzale: stanchezza, febbre, inappetenza, brividi, mal di testa, dolori alle ossa e alle articolazioni: è assai frequente, in genere si attenua o sparisce dopo le prime settimane
- sindrome neuropsichiatrica: apatia, cambiamento del carattere, insonnia, ansia, depressione, riduzione della libido (interesse sessuale) ecc.
- vari: diarrea, nausea, dolori addominali, prurito, dimagramento, perdita dei capelli
- alterazioni di laboratorio: riduzione dei leucociti, delle piastrine, dei globuli rossi, proteinuria
- malattie autoimmuni: in particolare disfunzioni della tiroide.
Ribavirina:
- disturbi digestivi, generalmente modesti, che tendono ad attenuarsi
- rash cutanei con prurito, raramente tali da richiedere la sospensione del trattamento
- insonnia
- disturbi respiratori come dispnea, tosse, faringite, in genere modesti
- emolisi con anemia: è l’effetto collaterale più frequente (un modesto calo dell’emoglobina avviene in quasi tutti i pazienti); nel 20% dei casi è assai marcato, tale da richiedere la riduzione e nel 6-7% dei casi la sospensione del farmaco.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009