Ictus - I fattori di rischio per l'ictus
Sanihelp.it - I fattori di rischio per l’ictus di dividono in modificabili e non modificabili. Tra i primi ricordiamo:
Età. Rappresenta il fattore più importante, visto che l'incidenza di ictus aumenta drasticamente soprattutto
dopo i 65 anni. L'ictus è quindi una patologia particolarmente significativa nella popolazione anziana. Dopo i 55 anni il rischio di ictus raddoppia al passare di ogni periodo di 10 anni, per entrambi i sessi. A 80 anni il rischio è 30 volte maggiore rispetto a quello corso a 50 anni.
Sesso. I maschi mostrano un tasso di incidenza di 1,25 rispetto alle donne, ma poiché queste sopravvivono più a lungo, la mortalità annua per ictus vede prevalere il sesso femminile.
Predisposizione ereditaria. Sulla base di studi di popolazione, studi familiari e studi su gemelli, è possibile affermare che tra i fattori di rischio emergenti un ruolo importante è giocato dalla genetica. Una storia familiare positiva per malattia cerebrovascolare è spesso considerata un fattore di rischio per ictus.
I cinque più importanti fattori di rischio modificabile per l’ictus cerebrale sono invece rappresentati da:
Elevati valori di pressione arteriosa. Valori superiori a 140 mmHg di
sistolica e 90 mmHg di
diastolica sono il più importante fattore di rischio, in quanto predispongono sia all’ictus ischemico che all’ictus emorragico.
Elevati valori di glicemia a digiuno (superiore a 110 mg/dl) e
diabete mellito superiore a 126 mg/dl.
Alterazioni dei grassi nel sangue, in modo particolare dei livelli di
colesterolo. Particolarmente dannoso è il colesterolo
LDL o colesterolo cattivo, mentre protettivo è il colesterolo
HDL o colesterolo buono.
Fumo di sigaretta. Il rischio aumenta in proporzione al numero di sigarette fumate.
Fibrillazione atriale. Si tratta di un disturbo del ritmo cardiaco per cui si formano dei
trombi nelle cavità cardiache, che possono dare origine a degli
emboli che occludono le arterie cerebrali provocando un ictus ischemico
Altri fattori di rischio meno diretto, ma non per questo meno importante, sono
l’inattività fisica, l’obesità, l’eccessiva assunzione di alcol e l’errata alimentazione (vedi il
decalogo sulla prevenzione).
Infine, sono stati descritti altri fattori che probabilmente aumentano il rischio di ictus, ma che al momento non appaiono completamente documentati come fattori di rischio. Si tratta di
dislipidemia, alcune cardiopatie (forame ovale pervio, aneurisma settale), placche dell’arco aortico, uso di contraccettivi orali, terapia ormonale sostitutiva, sindrome metabolica, emicrania, anticorpi antifosfolipidi, fattori dell’emostasi, infezioni, uso di droghe e inquinamento atmosferico.
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Fonte: presto-ictus.bayer.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009