Ictus - Ictus: ecco cosa succede
Sanihelp.it - Le manifestazioni dell'ictus possono essere molto variabili, a seconda della zona del cervello colpita, della sua estensione e della velocità con la quale il vaso arterioso si chiude.
La forma più frequente è l'improvvisa insorgenza di una
emiplegia, cioè di debolezza o completa incapacità a muovere una metà intera del corpo e difficoltà a deglutire.
Se il lato del corpo paralizzato è quello destro, alla
paralisi motoria spesso si accompagna un disturbo del linguaggio detto
afasia. Se invece il lato paralizzato del corpo è quello sinistro, si possono avere disturbi del comportamento quali agitazione e incapacità di riconoscere di essere ammalati o di riconoscere i propri cari.
I
disturbi della memoria sono presenti quasi invariabilmente. Infine, se viene colpita la parte posteriore del cervello, i sintomi più importanti sono legati a difetti visivi, come non vedere più da un lato o avere una zona scura al centro del campo visivo. Spesso sono presenti anche disturbi dell'equilibrio, vertigini, nausea e sonnolenza.
L’ictus può interessare zone molto vaste del cervello, provocando immediata perdita di coscienza del paziente, oppure colpire zona limitate. In questo caso si parla di
infarto lacunare, che generalmente interessa aree cerebrali situate in profondità. I sintomi possono anche non essere evidenti, perchè non coinvolgono il movimento ma il comportamento, le emozioni e la memoria, che a lungo andare si possono deteriorare andando incontro a
demenza vascolare.
Spesso l’ictus non si presenta all’improvviso, ma preceduto da una serie di segni premonitori. Saperli riconoscere è molto importante per intervenire in tempo, scongiurando le conseguenze più gravi e spesso anche la morte. Il ricovero immediato presso strutture specializzate però può evitare un aggravamento dei sintomi e rendere meno pesanti le conseguenze dell'ictus stesso. La probabilità di successo della terapia è molto elevata se essa inizia
entro 6 ore dalla comparsa dei sintomi dell'ictus.
Tags:
ictus
sintomi
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009