Influenza, questa sconosciuta
Sanihelp.it - Dietro all’influenza si cela un problema da non sottovalutare: la mancata percezione della
gravità della malattia. Una recente indagine, denominata
I mille volti dell’influenza, condotta da Taylor Nelson Sofres in Italia, Germania e Gran Bretagna, ha evidenziato come ben l’86% degli italiani abbia dichiarato di aver sofferto di influenza, confondendo la malattia con più banali sindromi da raffreddamento provocate da virus parainfluenzali.
A conferma di questa ipotesi, il 20% degli intervistati ha affermato di continuare a lavorare durante l’episodio pseudo-influenzale, e questo dimostra come si trattasse in realtà di sindromi molto più lievi.
La vera influenza, quella che costringe a letto e può portare a complicanze gravi come la
polmonite, è ben altra cosa.
Eppure, nonostante le raccomandazioni del Ministero della Salute e le statistiche che parlano di 250-500 mila morti all’anno per influenza, la malattia è percepita come potenzialmente mortale solo dal 2% del campione italiano (In Germania e Gran Bretagna va un po’ meglio).
È questo forse il motivo per cui i soggetti
a rischio, cioè affetti da cardiopatie, asma o diabete, continuano a vaccinarsi solo in minima parte: il 55% quest’anno, solo il 44% l’anno scorso, contro una percentuale ben maggiore (70%) di vaccinati tra gli anziani.
Bisognerebbe imparare la lezione dai nostri nonni, insomma:
sottovalutare le conseguenze dell’influenza e l’importanza delle misure preventive per contrastarla significa correre un rischio inutile.
Pregiudizi e paure, poi, giocano un ruolo importante nella spinta alla vaccinazione. Tra i motivi per cui i pazienti, seppure a rischio, non si sottopongono al vaccino, il principale è l’antico rifiuto per le iniezioni (39%), seguito dal timore di eventuali effetti collaterali (18%), dal non aver ricevuto dal proprio medico l’indicazione di vaccinarsi (16%), e dalla paura di reazioni allergiche (14%).
Ma c’è anche un 24% che dichiara di avere scarsa fiducia nel vaccino, e qui torniamo al problema dell’errata percezione: se si pensa che una malattia non sia pericolosa, non si sente la necessità di vaccinarsi, nemmeno se si è a rischio.
«Questo clima di sfiducia», spiega Carlo Filippo Tesi, presidente di Federasma, «non favorisce affatto il ricorso alla prevenzione, che invece resta l’arma migliore per evitare la malattia o perlomeno le sue complicanze, ancora più rischiose per chi soffre di asma e malattie respiratorie».
Insomma, bisogna battere il ferro dell’informazione finché è caldo, come suggeriscono gli stessi intervistati, in modo da facilitare a tutti l’accesso al vaccino.
Rinnoviamo quindi a tutti, e specialmente a chi è a rischio, l’invito a vaccinarsi: anche se il periodo ottimale è già passato,
il vaccino garantisce efficacia anche con l’arrivo imminente dei virus.
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approfondimento dedicato alla malattia "
Influenza"
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009
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