Influenzato? Curati così
Sanihelp.it - Oggi la medicina occidentale si è molto evoluta nella cura dell'influenza, e offre due tipologie di farmaci con obiettivi diversi: gli
antivirali e quelli
sintomatici.
I primi hanno lo scopo di attenuare il quadro clinico della malattia, e non vanno assolutamente confusi con il vaccino che invece ne previene l’insorgenza.
In commercio esistono due tipologie di antivirali: il primo gruppo comprende l’amantadina e la rimantidina, che combattono solo i virus di tipo A e riportano diversi effetti collaterali. Il secondo gruppo è formato dagli inibitori delle neuramidasi, di recente scoperta.
Si tratta di farmaci indicati per l’influenza sia da virus di tipo A che di tipo B, negli adulti e adolescenti sopra ai 12 anni. Il trattamento deve essere assunto per via inalatoria orale entro 48 ore dall’insorgenza dei sintomi, alla dose di 2 inalazioni 2 volte al giorno per 5 giorni. Questo permette di ridurre di 1.5 giorni la durata dei sintomi, migliorando anche la percezione dello stato di salute e riducendo l’uso di sintomatici.
Tuttavia, nei casi di influenza non complicata è consigliabile limitarsi a una terapia sintomatica per alleviare la
cefalea, la febbre e gli altri sintomi, che sono espressione di una risposta finalizzata alla guarigione e pertanto non devono allarmare.
La
febbre, ad esempio, va solo controllata affinché non superi valori che possono diventare pericolosi o eccessivamente fastidiosi, in particolare nei bambini piccoli, ove può essere causa di
convulsioni, e negli anziani, cui può causare deficit cognitivi.
È importante evitare di provocare sfebbramenti immediati e ripetuti che comportano perdite anche importanti di liquidi; il più delle volte non è infatti necessario abbassare di molto la temperatura corporea.
La sintomatologia caratterizzata da dolori muscolari e articolari, cefalea e malessere generale, può essere dominata con il cauto impiego di
anti-infiammatori non steroidei come il
paracetamolo, ideale per la sua efficacia con effetti collaterali molto bassi.
La
tosse andrebbe sopportata il più possibile, perché è finalizzata all’emissione delle secrezioni delle prime vie aeree. Nei casi in cui arriva a compromettere, specialmente nei bambini piccoli, il sonno e l'alimentazione, è consigliabile il ricorso a farmaci antitosse quali i derivati della
dropropizina o cloperastina.
Da escludere sino ai 16 anni l’utilizzo di
acido acetilsalicilico(aspirina) per la comprovata associazione influenza -
Sindrome di Reye.
La risoluzione spontanea dell'infezione virale avviene in 5-7 giorni; se i sintomi perdurano oltre tale limite, il rischio è quello di aver contratto una sovrapposizione batterica che richiede l'uso di
antibiotici.
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approfondimento dedicato alla malattia "
Influenza"
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009
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