Attenti al maiale...
Sanihelp.it - Il virus dell’influenza, si sa, non è uno solo: ne esistono di tre tipi (A, B e C), classificabili in base al sottotipo di
antigene H (H1, H2, H3), e quelli di tipo A sono in continua modificazione strutturale. Ad oggi si conoscono 15 di questi sottotipi di virus A, anche se solo tre, per ora, hanno colpito l’uomo.
Ma chi sono allora gli ospiti delle altre dodici categorie?
Innanzitutto i
volatili, in cui la trasmissione avviene per via feco-orale. Spesso la diffusione parte dagli uccelli acquatici migratori, che nel loro spostarsi intaccano gli animali da allevamento provocando epidemie eccezionali come quella che ha ucciso nel 2003 più di 100 milioni di polli.
I virus aviari, però, generalmente
non infettano direttamente gli uomini. Per farlo hanno bisogno di un ospite intermedio, in grado di riassortire il mix di geni del virus e renderlo più adattabile all’uomo.
Il
ponte in questione è il
maiale, che possiede i ricettori sia per il virus umano che per quello dei volatili.
Nel maggio 1997, però, a Hong Kong è stato isolato per la prima volta un sottotipo di virus aviario, l’
H5N1, in grado di infettare l’uomo.
18 persone lo hanno contratto, e 6 ne sono morte. Da quel momento sono stati registrati altri due decessi in Korea e 23 in Thailandia, e per la prima volta si è iniziato a guardare con preoccupazione al
rischio di malattie umane dovute a virus aviari.
Sono stati isolati altri casi, soprattutto di allevatori e veterinari che lavoravano a stretto contatto con i polli, ma questo ha permesso di evidenziare che, per fortuna, il virus in questione non aveva attuato modificazioni eccessivamente pericolose per l’uomo, e che pur superando le barriere di specie non era in grado di replicarsi efficacemente nel tratto respiratorio umano. Il rischio maggiore è rimasto quello di
congiuntiviti e infiammazioni alla mucosa dell’occhio.
La pandemia sembra scongiurata, ma resta il fatto che i virus influenzali di tipo A infettano oltre agli uccelli anche un’ampia varietà di mammiferi, tra cui cavalli, maiali, delfini e balene, oltre all’uomo.
Nei possibili passaggi e combinazioni tra le diverse specie potrebbe crearsi un
cocktail nuovo e sconosciuto, potenzialmente esplosivo.
L’unica arma per evitarlo è la prevenzione:
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approfondimento dedicato alla malattia "
Influenza"
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009
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