Influenza - Pandemia: è davvero allarme?
Sanihelp.it - Il termine pandemia ha un’origine lontana, e significa letteralmente
tutto il popolo. Vale a dire, una malattia che in breve tempo emerge e si diffonde da persona a persona, fino a raggiungere tutto il pianeta e causare milioni di morti.
Sulla base dei modelli storici, una pandemia influenzale può essere attesa in media
tre o quattro volte ogni secolo. Nel ventesimo secolo è stato così: la spagnola nel ‘18-‘19, l’asiatica nel ‘57-‘58 e quella di Hong Kong nel ‘68-’69.
Una nuova pandemia potrebbe dunque essere imminente.
Ma da cosa si origina un evento pandemico? Principalmente dall’emergere di un
sottotipo virale sconosciuto, per cui non esistono difese immunitarie. Le ultime due pandemie, ad esempio, sono state provocate dall’introduzione nella popolazione umana di un virus emerso in seguito a meccanismi di riassorbimento genico nel suino.
Per diventare pandemico, un virus deve presentare tre caratteristiche:
- La capacità di replicarsi in un ospite umano.
- La suscettibilità della popolazione.
- La rapidità di trasmissione tra gli umani.
Le recenti apparizioni di virus influenzali aviari in Asia, e la conseguente epidemia di
SARS, ad esempio, possedevano le prime due caratteristiche, ma grazie al tempestivo abbattimento di milioni di capi di pollame si è evitato che comparisse anche la terza, ed è stata scongiurata una potenziale pandemia.
Uccidere i polli, infatti, era purtroppo l’unico modo per ridurre il rischio di esposizione umana al virus, che presentava una mortalità umana superiore al 70%.
Un’altra strategia utile è stata quella di vaccinare i soggetti ad alto rischio di esposizione al pollame infetto, in modo da ridurre la probabilità di co-infezioni da virus aviari e virus umani e quindi il rischio di riassortimenti genici.
Si tratta di piani d’emergenza attuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle autorità sanitarie nazionali, nell’ottica di tenere il più possibile sotto controllo il
rischio futuro di pandemia.
Tuttavia, non potendo conoscere quale ceppo virale ne sarebbe la causa,
non ci saranno vaccini disponibili al momento della sua insorgenza.
Gli agenti antivirali saranno allora l’unico mezzo protettivo da somministrare alla popolazione, a patto di predisporre scorte adeguate.
E qui viene il problema: si calcola che se ne potranno produrre circa
un miliardo di dosi per il mondo intero. Una quantità insufficiente, se si pensa che la popolazione mondiale è già oggi circa cinque volte superiore. Oltretutto, il 65% della produzione è concentrato in Europa e Nord America.
Insomma, potremmo trovarci di fronte a una situazione grave, sia sul piano sanitario che su quello politico, etico e giuridico.
Per farle fronte, due gli approcci tattici proposti dall’OMS nell’ambito della sua
Agenda Globale contro l’Influenza: la raccomandazione che le autorità sanitarie nazionali stipulino con largo anticipo contratti per la fornitura di vaccino pandemico, e l’incremento dei vaccini influenzali su base annua.
Poi, non resta che sperare.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009