Ipercolesterolemia - Ipercolesterolemia, quale terapia?
Sanihelp.it - In condizioni di ipercolesterolemia accentuata, generalmente il solo intervento dietetico non è sufficiente, perché il colesterolo viene comunque accumulato nell'organismo in conseguenza di un difettoso smaltimento. Lo stesso vale per i pazienti affetti da ipercolesterolemia ereditaria, su cui il controllo dell’alimentazione non ha alcun effetto.
In questi casi, i pazienti adulti vengono di solito trattati con farmaci che inibiscono la produzione di colesterolo, detti
statine. In alcuni casi, insieme alle statine si possono utilizzare altri farmaci (resine) che hanno l'effetto di inglobare gli
acidi biliari derivanti dal colesterolo, che vengono così espulsi con le feci e non riciclati dall'organismo.
Nel caso degli omozigoti, però, la terapia farmacologica a base di statine e resine in genere non ha successo.
Un intervento comunemente effettuato per questi pazienti è un trattamento chiamato
plasmaferesi extracorporea delle LDL (o LDL aferesi), che consiste nel depurare il sangue dalle LDL per mezzo di una speciale apparecchiatura, un po' come avviene durante una
dialisi. Nella maggior parte dei casi questa procedura viene effettuata ogni due settimane, nei restanti ogni settimana.
Un'altra terapia possibile consiste nel
trapianto di fegato, che pone però grandi problemi di reperibilità degli organi e i rischi connessi con l'operazione e con il decorso a medio-lungo termine che è limitato da una prognosi sfavorevole.
Infine, è stata tentata la
terapia genica per correggere il difetto genetico dell'ipercolesterolemia familiare, ma i risultati sono stati, per il momento, poco incoraggianti.
Per concludere, vediamo nel dettaglio i farmaci a disposizione per il trattamento dei disturbi collegati ad elevati livelli di colesterolo, sicuramente efficaci in modo rapido ma non privi di effetti collaterali.
- Statine: diminuiscono la produzione di colesterolo nel fegato, provocando una riduzione del colesterolo totale del 20-40%, un aumento del colesterolo HDL del 5-15% e una riduzione dei trigliceridi del 10-20%. Come effetti collaterali, possono comportare dolori muscolari e gastrointestinali.
- Acido nicotinico: riducendo la produzione di lipoproteine abbassa il colesterolo LDL del 15-20%, aumenta l'HDL del 15-30% e riduce i trigliceridi del 20-40%. Possibili effetti collaterali, dolori gastrointestinali e arrossamenti cutanei.
- Gemfibrozil: come le statine, agisce diminuendo la produzione di colesterolo nel fegato, ma ha effetti farmacologici più potenti sui trigliceridi: riduzione del colesterolo LDL del 10-15%, aumento del colesterolo HDL del 10-15% e riduzione dei trigliceridi del 20-50%. Può provocare dolori muscolari e gastrointestinali, e calcoli biliari
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009