L'ipertiroidismo: definizione, sintomi e cause
Ipotiroidismo - Grande tiroide, poco iodio: è ipertiroidismo
Sanihelp.it - Per
ipertiroidismo si intende un quadro di iperfunzione ghiandolare tiroidea con aumentata sintesi e secrezione degli ormoni tiroidei. Le principali manifestazioni cliniche dell’ipertiroidismo nella sua forma conclamata sono aumento di volume della tiroide (
gozzo), aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa, perdita di peso, intolleranza al caldo con eccessiva sudorazione, tremori, insonnia, nervosismo, aumento dell’appetito e alterazione del ciclo mestruale.
La principale causa di ipertiroidismo è il
morbo di Basedow o
gozzo diffuso tossico, malattia autoimmune caratterizzata dalla produzione da parte del sistema immunitario di anticorpi che hanno la capacità di stimolare la tiroide a produrre ormoni tiroidei in eccesso. Il morbo di Basedow ha una forte predisposizione familiare, per cui circa il 15% dei pazienti hanno un familiare stretto con la stessa malattia e circa il 50% dei parenti di primo grado presentano positività per gli anticorpi antitiroide.
Il morbo di Basedow rappresenta, nelle aree a normale apporto iodico,
la più comune causa di ipertiroidismo (60-90%). La prevalenza della malattia nella popolazione generale è relativamente alta raggiungendo l'1-2% nelle donne, con un rapporto femmine/maschi di 7/1. Può insorgere a tutte le età, ma è più frequente dai 20 ai 40 anni. Altre comuni cause di ipertiroidismo, particolarmente frequenti in Italia a causa della carenza iodica, sono il gozzo multinodulare tossico e l’adenoma tossico.
La terapia dell’ipertiroidismo si basa soprattutto sulla normalizzazione degli ormoni tiroidei tramite farmaci che ne bloccano la sintesi. Nell’ipertiroidismo dovuto al morbo di Basedow i farmaci antitiroidei possono portare a una guarigione stabile, se somministrati per almeno 12 mesi. Purtroppo la guarigione dopo trattamento con antitiroidei si verifica solo in circa un terzo dei pazienti.
Le altre forme di trattamento dell’ipertiroidismo sono
la terapia radiometabolica e la tiroidectomia. Nel primo caso le radiazioni colpiscono selettivamente le cellule follicolari tiroidee, capaci di concentrare lo iodio. Questo è indicato nei pazienti con ipertiroidismo persistente o che presentino nei confronti di farmaci antitiroidei gravi intolleranze, ma sempre più comunemente viene usato in prima battuta.
L'intervento chirurgico di
tiroidectomia è indicato invece quando il gozzo è voluminoso, e in presenza di compressione tracheale e/o esofagea, generalmente nei soggetti giovani dopo insuccesso della terapia medica. Le complicanze della tiroidectomia sono rare e comprendono l’ipoparatiroidismo transitorio (2-3%), o permanente (<1%), la paralisi delle corde vocali da lesione del nervo ricorrente (1-3%).
Nel caso dell’ipertiroidismo da gozzo nodulare
il trattamento medico non porta mai a una guarigione permanente, per cui può essere usato solo come preparazione alla terapia radiometabolica o chirurgica. La scelta del trattamento dipenderà da diversi fattori quali le dimensioni del gozzo, la presenza di compressione tracheale e l’età del paziente.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009