Gozzo, nodulo tiroideo e tumori della tiroide
Ipotiroidismo - Disturbi della tiroide: più diagnosi, migliori terapie
Sanihelp.it - Il
gozzo colpisce oggi in Italia quasi il 10% della popolazione, ovvero quasi
sei milioni di persone. In alcune regioni la prevalenza del gozzo nella popolazione giovanile si è dimostrata addirittura superiore al 20%. La causa principale di questa malattia è la
carenza di iodio, indispensabile per il funzionamento della tiroide.
La prevenzione mediante l’adozione di adeguati programmi di
iodoprofilassi è la misura più idonea per l’eradicazione del gozzo endemico e delle altre manifestazioni da carenza iodica.
La
patologia nodulare tiroidea, pur essendo di gran lunga più frequente nelle regioni iodocarenti, costituisce un problema molto frequente anche nelle regioni con sufficiente apporto iodico. Gran parte dei
noduli tiroidei passano inosservati e non richiedono terapia. Il nodulo tiroideo può giungere alla osservazione del medico perché provoca sintomi compressivi, a livello della trachea o dell’esofago, o perché iperfunzionante e quindi causa di ipertiroidismo, ma più frequentemente al giorno d’oggi il nodulo tiroideo viene rilevato casualmente nel corso di un esame ecografico del collo.
Studi epidemiologici condotti in aree con normale apporto dietetico di iodio hanno rilevato la presenza di noduli tiroidei nel 6-8% delle donne e nel 1-2% degli uomini. Tuttavia l’ecografia mette in evidenza noduli, spesso non palpabili, nel 20-50% dei soggetti, soprattutto nelle donne e nei soggetti anziani. Qualunque sia stato il motivo del riscontro di nodulo tiroideo, al medico viene richiesto di
escludere la presenza di una lesione maligna.
In realtà il cancro della tiroide è un tumore relativamente raro. Negli ultimi anni si è registrato un aumento della sua frequenza, probabilmente dovuto a un miglioramento della diagnosi favorito dalla
diffusione della ecografia tiroidea, che ha consentito di rilevare noduli tiroidei di piccole dimensioni e dal decorso clinico silente.
Nella maggior parte dei casi la terapia del gozzo è medica, e si basa sulla somministrazione di
L-tiroxina, che inibisce la secrezione del TSH. Il trattamento chirurgico trova indicazione nei casi di gozzo uninodulare o multinodulare in presenza di fenomeni di compressione locale. Il tipo di intervento indicato è la tiroidectomia totale e la lobectomia, con o senza istmectomia. La correzione chirurgica dovrà sempre essere seguita dalla terapia con L-T4, allo scopo di correggere l’ipotiroidismo o evitare la recidiva del gozzo.
La terapia chirurgica non è priva di complicanze, rappresentate dalla lesione del nervo ricorrente e dall’ipoparatiroidismo transitorio o permanente, seppur molto rare oggi.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 24-01-2012