Focus Ipotiroidismo: le terapie
Ipotiroidismo - Tiroide: oggi la chirurgia è senza cicatrici
Sanihelp.it - L’ipotiroidismo viene trattato con la somministrazione di
L- tiroxina, un farmaco prodotto in laboratorio del tutto simile all’ormone naturale, con le stesse caratteristiche e le stesse funzioni della T4. L’ormone tiroideo viene somministrato in una quantità idonea a riprodurre nell’individuo una condizione di normalità (eutiroidismo). Questa può essere documentata facilmente con il dosaggio in laboratorio degli ormoni tiroidei e dell’ormone ipofisario (TSH) che regola la funzione tiroidea.
La terapia va effettuata per tutta la vita e la dose può essere aggiustata in base agli esami di controllo, in particolare il TSH.
Ma la terapia farmacologica può non bastare. In alcuni casi si ricorre all’intervento chirurgico. Oggi nuove tecniche e avanzate tecnologie consentono di
ridurre al minimo l’incisione, e quindi la cicatrice sul collo, e di limitare al massimo i rischi per le corde vocali.
È il caso della tecnica mininvasiva chiamata
MIVAT, Minimally-Invasive Video-Assisted Thyroidectomy. Si tratta di una tecnica messa a punto dal professor Paolo Miccoli, Direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, e dal professor Rocco Bellantone, Delegato Italiano ESES, European Society of Endocrine Surgeons.
La MIVAT è una procedura che prevede un’incisione minima, di circa 1,5 centimetri, e quindi una cicatrice ridotta. Un vantaggio estetico di rilievo dato che
la maggioranza delle persone operate sono giovani donne. Riducendo l’incisione anche il dolore e il trauma sui tessuti risultano minimizzati.
Può essere eseguita in caso di gozzo, quando il volume tiroideo sia inferiore ai 25 ml, e in caso di nodulo tiroideo singolo, quando la dimensione non sia superiore ai 3 cm di diametro. La tecnica è indicata per i noduli microfollicolari e i carcinomi papillari, quindi patologie sia benigne che maligne, ma anche i gozzi, tossici e non, di piccole dimensioni.
La tecnica presenta diversi vantaggi pratici, come la possibilità di farsi subito la doccia (non vengono apposti punti di sutura). Subito dopo l’intervento il paziente può alzarsi, mangiare e viene dimesso in 24 ore.
Inoltre l’utilizzo di un particolare bisturi a ultrasuoni riduce la possibilità di danneggiare la voce del paziente a seguito dell’intervento. La bassa dispersione di calore di questo strumento, infatti, riduce i possibili danni al nervo ricorrente e l’infiammazione dei tessuti del collo. «Nella nostra esperienza le lesioni ai nervi laringei avvengono in meno dell'1% dei casi – precisa a questo proposito il professor Miccoli – Grazie alla localizzazione dell'energia sull’estremità dello strumento, poi, questo bisturi è preciso e può effettuare un taglio molto mirato, un aspetto fondamentale quando si deve operare, come nel nostro caso, in prossimità di strutture particolarmente delicate e in spazi terribilmente ristretti. Grazie a questo strumento, siamo riusciti a
ridurre del 25-30% i tempi delle operazioni e a minimizzare le complicanze dopo l'intervento. Il paziente può contare su una guarigione più rapida grazie a una migliore cicatrizzazione».
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 25-01-2012