Focus Morbo di Crohn: la diagnosi
Morbo di Crohn - I nuovi esami per il morbo di Crohn
Sanihelp.it - Non esiste un test specifico per identificare la malattia di Crohn, ma rivestono un ruolo importante l'endoscopia e la radiologia. La prima è indicata quando la sede interessata è raggiungibile con una colonscopia, mentre la radiologia diventa fondamentale quando la sede sospetta non è raggiungibile endoscopicamente ed è finalizzata alla valutazione globale della malattia intestinale.
Esami radiologici eseguiti in questi casi sono, per esempio, il
clisma del tenue (attraverso un sondino nasogastrico, posizionato nel duodeno, viene iniettato del bario) o un
Rx-digerente con studio del tenue (ingestione di bario per bocca), che stabiliranno, oltre all'eventuale presenza della malattia, anche la sua estensione e alcune sue caratteristiche.
Più di recente, la
risonanza magnetica intestinale si è dimostrata assai più accurata e in grado di dare informazioni anche sul grado di infiammazione. Anche l'ecografia addominale risulta utile. Un ruolo, al momento limitato, riveste
l'endoscopia con capsula.
Nella diagnosi, gli esami del sangue (
emocromo e indici di infiammazione) hanno un ruolo poco specifico in quanto possono solo indicare, in generale, uno stato infiammatorio o una patologia immune. Sono utili se considerati insieme agli altri esami e per monitorare la malattia.
Vi sono, infine, degli altri esami non invasivi (per esempio delle feci, la
calprotectina fecale), che possono pure suggerire un'infiammazione dell'intestino e consigliare quindi l'esecuzione di esami più approfonditi.
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risonanza magnetica intestinale
clisma del tenue
Fonte: XVI Congresso Nazionale delle Malattie Digestive SIGE
di Roberta Camisasca
revisione: 13-03-2010