Focus Morbo di Parkinson: la dieta
Morbo di Parkinson - Parkinson: abbasso le proteine, via libera alle vitamine
Sanihelp.it - Per sopperire alla carenza di dopamina responsabile dei sintomi del Parkinson, si usa la levodopa, che è un aminoacido aromatico essenziale, precursore naturale per la sintesi della dopamina.
La necessità di una dieta particolare nasce dalla consapevolezza che i pasti possono interferire con l’assorbimento e l’efficacia della terapia e di conseguenza
possono peggiorare i sintomi. La
levodopa viene metabolizzata a livello intestinale e tutto ciò che rallenta il transito dallo stomaco verso questa sede può diminuirne l’assorbimento; gli enzimi che si trovano nello stomaco infatti possono degradarla diminuendone l’efficacia.
Bisognerà quindi prestare attenzione a:
1. Non assumere troppi alimenti che rallentano la velocità di svuotamento dello stomaco, in particolar modo grassi e proteine (latticini e carni in particolare).
2. Diminuire la quantità di proteine, che, se sono ricche di aminoacidi quali leucina, valina, fenilalanina, triptofano e tirosina rendono ancora più difficile l’utilizzo della levodopa nel sangue.
3. Aumentare i carboidrati, i quali stimolano la produzione di
insulina che a sua volta abbassa la quantità di aminoacidi contenuti nelle proteine.
4. Seguire un regime dietetico ricco di vitamine, in particolare E, C e B. Quest’ultima in realtà un tempo era sconsigliata poiché aumentava gli effetti collaterali della terapia; da quando però la levodopa viene somministrata in associazione con altri farmaci tipo gli inibitori delle decarbossilasi, la vitamina B non costituisce più un problema.
Per alcuni pazienti purtroppo non è sufficiente attenersi ai consigli dietetici, ma si rende necessaria l’impostazione di una dieta personalizzata e l’uso di alimenti speciali, detti
aproteici che possono facilitare al paziente la preparazione del pasto.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009