Focus Morbo di Parkinson: definizione e incidenza
Morbo di Parkinson - Parkinson: non più solo malattia della vecchiaia
Sanihelp.it - Il Morbo di Parkinson è un disturbo del sistema nervoso centrale provocato dalla carenza di dopamina, il neurotrasmettitore fondamentale per la regolazione del movimento. Può colpire uomini e donne quasi con la stessa frequenza ed è diffuso in tutti i Paesi del mondo.
È una malattia neurodegenerativa (lo specialista di riferimento è il neurologo), causata dalla progressiva morte delle cellule nervose (neuroni) situate nella cosiddetta
sostanza nera, una piccola zona del cervello che, attraverso il neurotrasmettitore
dopamina, controlla i movimenti di tutto il corpo. Chi ha il Parkinson, proprio per la
progressiva morte dei neuroni, produce sempre meno dopamina, perdendo il controllo del suo corpo. Arrivano così
tremori, rigidità, lentezza nei movimenti.
Le cause della malattia sono ancora sconosciute, nonostante sia stata descritta per la prima volta nel 1817 dal dottor
James Parkinson.
In Italia i malati di Parkinson sono circa 300.000, per lo più maschi con età d’esordio compresa fra i 59 e i 62 anni. Sebbene è possibile un’insorgenza a qualsiasi età, una sua comparsa è insolita prima dei 40 anni, rara prima dei 20 anni e più frequente dopo i 60 anni, quando possono manifestarsi i primi sintomi.
L’immagine che la malattia riguardi solo le persone anziane non corrisponde più alla realtà.
L’età d’esordio del Parkinson si fa, infatti, sempre più giovane (un paziente su 4 ha meno di 50 anni, il 10% ha meno di 40 anni), perché la scienza è oggi in grado di porre una diagnosi ai primi sintomi, quando la malattia è ancora in fase precocissima. Inoltre, si ipotizza che mediamente, rispetto al momento della prima diagnosi, l’inizio del danno cerebrale sia da retrodatare di almeno 6 anni.
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Fonte: Studio ADAGIO (Attenuation of Desease progression with Azilect GIven Once daily)
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009