Osteoporosi - Il bilancio delle fratture
Sanihelp.it - Dal momento che l'osteoporosi è una patologia asintomatica, l'unico modo per avere un quadro della sua portata è quello di fare un bilancio delle fratture da essa provocate. A cominciare dalle
fratture dell'anca:
• Il 75% delle fratture all’anca colpiscono le donne (il 25% uomini dopo i 50 anni)
• La frattura d’anca causa dolore cronico, riduzione della mobilità, disabilità e diminuzione dell’autosufficienza richiede assistenza
• Per le donne dopo i 50 anni il rischio di morte dopo una frattura all’anca è del 3%, rischio pari a quello di decesso per cancro del seno e 4 volte maggiore rispetto a quello per cancro all’utero
• Nel mondo ogni anno si registrano circa 1,6 milioni di fratture dell’anca: nel 2050 questo numero è destinato ad uamentare arrivando tra 4,5 e 6,3 milioni
Le conseguenze di una frattura dell’anca sono pesanti: il tasso di mortalità è maggiore del 20% nel primo anno e un alto rischio
permane fino a 5 anni dalla frattura, è probabile una perdita di funzionalità e di autosufficienza, il 40% dei pazienti non può camminare in modo indipendente e a un anno dalla frattura il 60% richiede ancora assistenza, il 33% è totalmente dipendente.
Il più elevato rischio di frattura all’anca si registra in Norvegia, Svezia, Islanda, Danimarca e Usa.
Non meno preoccupanti i numeri delle
fratture delle vertebre:
• In Europa ogni anno si registrano circa 1.400.000 fratture vertebrali
• Il rischio dopo i 50 anni per le donne è del 16% e del 5% per gli uomini
• Tra i 50 e i 60 anni il rischio è simile, forse superiore per gli uomini
• L’incidenza aumenta con l’età: 11,5% per le donne d’età tra 50 e 54 anni, 35% per le donne d’età tra 75 e 79 anni
• Il rischio di fratture successive aumenta esponenzionalmente dopo la prima: dopo i 65 anni per le donne è di 1 su 4 , ma col trattamento farmacologico si dimezza diventando 1 su 8
Le fratture vertebrali causano, oltre al dolore, anche diminuzione d’altezza, deformità, immobilità, riduzione della funzionalità polmonare, distorsione dell’immagine corporea e depressione
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Fonte: International Osteoporosis Foundation (IOF)
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009