Osteoporosi - Curare l'osteoporosi
Sanihelp.it - Esistono due grandi categorie di farmaci per trattare la degenerazione dell’osso: una è quella dei
farmaci antiriassorbitivi (tutti i bifosfonati) che inibiscono il riassorbimento, cioè la distruzione dell’osso. L’altra, più recente, è quella dei cosiddetti
osteoformatori, che stimolano la formazione dell’osso.
Con i primi si blocca la distruzione dell’osso, ma nel tempo si blocca anche la formazione di nuovo osso. Con i secondi si aumenta la formazione, ma nel tempo inevitabilmente si aumenterà anche il riassorbimento.
Quindi l’ideale è un farmaco che vada a stimolare la formazione e che contemporaneamente inibisce il riassorbimento. Oggi questo farmaco esiste: si chiama
ranelato di stronzio, e si distingue dalle precedenti molecole per il suo diverso meccanismo d’azione.
Il ranelato di stronzio è infatti il primo trattamento per l’osteoporosi ad
azione doppia sul
metabolismo osseo. Da una parte favorisce la produzione di osso nuovo, stimolando l’attività delle cellule costruttrici di osso, gli
osteoblasti; dall’altra
riduce il riassorbimento dell’osso, rallentando la sua demolizione programmata da parte degli
osteoclasti.
La nuova molecola aumenta dunque la massa ossea e riduce il rischio di fratture vertebrali e del femore, in tutte le pazienti, qualunque sia la gravità dell’osteoporosi.
Ciò significa dare ai malati un’opportunità in più permettendo di allargare le
chance di successo terapeutico. La molecola è un brevetto europeo la cui sperimentazione ha coinvolto oltre 70 centri nel mondo e 7.000 arruolati. L’Italia, con il coordinamento dell’Auxologico di Milano e altri 12 centri, ha dato il maggior contributo con più di 1.000 pazienti e più di 10 anni di sperimentazione.
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ranelato di stronzio
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009