Focus Sifilide: conosciamo la malattia
Sifilide - Cos'è la sifilide?
Sanihelp.it - La
sifilide fa parte del gruppo delle
Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS) ed è un’infezione causata dal batterio
Treponema pallidum (
spirocheta) presente nei genitali e in lesioni cutanee.
Il contagio avviene tramite rapporti sessuali non protetti con persone infette. La sifilide infatti si trasmette direttamente attraverso le ferite e le ulcere che si formano nelle zone genitali, rettali e sulla bocca a seguito di contatto sessuale.
Con un’incidenza annua di
12 milioni di nuovi malati nel mondo, la sifilide è dopo l’AIDS la malattia sessualmente trasmissibile con il più alto tasso di mortalità.
Fu descritta per la prima volta nel XVI secolo e si ritiene che sia stata importata dalle Americhe dopo i primi viaggi degli spagnoli. Nei paesi industrializzati, l’incidenza della sifilide iniziò a calare verso la fine del 1800, per poi avere un altro picco dopo la Prima Guerra Mondiale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, grazie anche alla disponibilità di metodi diagnostici efficaci e al
trattamento con antibiotici, la malattia ebbe una nuova riduzione, anche se negli ultimi anni la sua incidenza è andata aumentando sia nei paesi in via di sviluppo che in alcuni paesi europei.
È importante sapere che l’infezione contratta prima o durante una gravidanza può essere trasmessa al nascituro. A seconda dello stato d’infezione della madre,
la malattia può causare la morte del feto in utero (40% dei casi) o la nascita di un bimbo già affetto da sifilide congenita (70% dei casi). Se la madre ha avuto la malattia nei quattro anni precedenti la gravidanza, il rischio di trasmissione al feto è molto elevato. I sintomi possono anche essere assenti al momento della nascita e comparire successivamente causando, se non trattati adeguatamente, anche serie complicazioni allo sviluppo del bambino.
La sifilide facilita la trasmissione dell’AIDS. Secondo i CDC americani, il rischio di trasmissione del virus HIV è da 2 a 5 volte più elevato quando è presente anche un’infezione da sifilide.
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Fonte: Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009