Focus Sindrome Coronarica Acuta: le cure
Sindrome coronarica acuta - SCA: dai farmaci al bisturi
Sanihelp.it - Le opzioni d’intervento chirurgico includono l’intervento coronarico percutaneo (PCI, Percutaneous Coronary Intervention) o
angioplastica, che consente l’apertura di un’arteria già occlusa (intervento noto come angioplastica coronarica). Durante questa procedura, è possibile inserire uno stent (una sorta di tubo, normalmente costituito da una rete metallica) per mantenere pervia l’arteria.
Alternativamente, i pazienti possono essere sottoposti all’innesto chirurgico di un
by-pass aortocoronarico (CABG, Coronary Artery By-pass Graft), procedura che consente al chirurgo il posizionamento di un condotto vascolare che by-passa l’arteria bloccata. In tal modo il sangue può di nuovo raggiungere il muscolo cardiaco.
La terapia farmacologica invece include:
1. Terapie antischemiche, che riducono i sintomi e il bisogno di ossigeno da parte del miocardio. Per esempio, la
nitroglicerina riduce la pressione sanguigna, importante fattore che condiziona il bisogno di ossigeno e dilata i vasi che irrorano il cuore, aumentandone il flusso sanguigno. La
morfina allevia il dolore, riduce l’ansia e la pressione arteriosa. I betabloccanti riducono la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, riducendo la necessità di ossigeno, così come i calcioantagonisti.
2. Terapie antitrombotiche (inclusi i farmaci antipiastrinici) trattano trombi e coaguli già esistenti e ne prevengono la formazione di nuovi, con lo scopo di ridurre il rischio di ulteriori eventi cardiovascolari.
In aggiunta a questi trattamenti, la maggior parte dei pazienti respira aria arricchita in ossigeno, per massimizzare la quantità di ossigeno presente nel sangue circolante.
Vota per primo l'articolo:
|
|
Tags:
sindrome coronarica acuta
infarto
angina
Fonte: Redazione
di Roberta Camisasca
revisione: 09-11-2009