Focus Sindrome Coronarica Acuta:
Sindrome coronarica acuta - SCA: come agisce la terapia antipiastrinica
Sanihelp.it - I farmaci antipiastrinici agiscono inibendo l’aggregazione delle piastrine nel sangue, con l’obiettivo di ridurre il rischio della formazione di coaguli. Lo standard terapeutico attuale è il clopidogrel (Plavix / Iscover), che appartiene a una classe chimica di farmaci chiamata tienopiridine.
Nonostante l’attuale significativo miglioramento del trattamento della
SCA, si stima che
uno su tre pazienti andrà incontro a decesso, avrà un successivo infarto miocardico o verrà nuovamente ricoverato in ospedale entro sei mesi dal primo evento cardiovascolare, dimostrando che la prevenzione del ripetersi degli eventi cardiovascolari è cruciale nel trattamento della SCA.
La priorità per i pazienti con sindrome coronarica acuta, una volta fatta la diagnosi, è di
ripulire il sangue dal trombo e prevenirne l’ulteriore formazione; quindi, la precoce instaurazione di una terapia antipiastrinica è d’importanza critica. Il medico inizialmente comincia una terapia antipiastrinica contemporaneamente alla raccolta anamnestica e all’esame obiettivo, allo scopo di garantire che l’intervento antitrombotico sia instaurato al più presto.
È raccomandato che la terapia antipiastrinica venga somministrata
il più precocemente possibile a tutti i pazienti con STEMI (infarto miocardico con elevazione del tratto ST all’elettrocardiogramma) che vengano sottoposti a intervento coronario percutaneo (PCI). Questi pazienti necessitano di raggiungere rapidamente il massimo effetto antipiastrinico, prima che la procedura sia effettuata, al fine di minimizzare il rischio di eventi ischemici.
Nel caso fosse necessario per il paziente un intervento chirurgico invasivo quale il bypass aortocoronarico, che lo sottoporrebbe al rischio di una significativa perdita ematica, il trattamento antipiastrinico dovrebbe essere
interrotto non appena possibile, per restaurare la normale funzione piastrinica. L’interruzione della terapia antipiastrinica viene attuata per ridurre il sostanziale rischio emorragico durante l’intervento chirurgico.
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sindrome coronarica acuta
antipiastrinici
Fonte: Redazione
di Roberta Camisasca
revisione: 10-11-2009