Sindrome da immunodeficienza acquisita - Il test dell'HIV, come e dove?
Sanihelp.it - Se sappiamo di aver assunto
comportamenti a rischio è importantissimo fare il test per la sieropositività all’
HIV. È sufficiente recarsi presso le Unità Operative Aids delle Asl (generalmente non è richiesta impegnativa del medico)
Il test è molto semplice. Viene fatto un prelievo di sangue e viene esaminata la presenza o meno di infezione da HIV. Il livelli di diagnosi sono due:
c’è un primo test denominato ELISA a cui segue in caso di esito postivo il Western Blot (WB) che conferma il risultato. In alcuni laboratori per la conferma si utilizzano anche il test dell’immunofluorescenza o la radioimmunoprecipitazione.
Gli esami rilevano la presenza nel sangue degli anticorpi anti-HIV.
Gli anticorpi non si formano immediatamente. C’è un periodo variabile di incubazione, chiamato periodo finestra, che va da qualche settimana fino anche a sei mesi dal primo contatto con il virus. Nella stragrande maggioranza dei casi dura meno di 3 mesi.
Durante il periodo finestra, quindi, una persona può risultare negativa al test ma essere in realtà sieropositiva. Semplicemente non ha ancora sviluppato gli anticorpi. Per questo motivo il test, se da esito negativo, va comunque ripetuto trascorsi i sei mesi del periodo finestra.
Il test è completamente volontario e gratutito, nel caso in cui a richiedere il test sia una persona minorenne, la legge prevede che il consenso sia a carico dei genitori o di chi esercita la patria potestà. Se c’è il desiderio, con motivate cause, di non comunicare ai genitori la decisione di fare il test, la prassi é quella di prendere in considerazione la richiesta se sono stati superati i 14 anni di età.
Ricordiamo infine che la semplice sieropositività non è indice di malattia in atto, ma solo di avvenuto contagio; questa fase può durare anche molti anni poiché il virus, che appartiene alla famiglia dei Lentivirus, impiega molto tempo a determinare i danni all’organismo.
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Fonte: Lila, Ministero Salute, ISS
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009