Sindrome da immunodeficienza acquisita - Sesso e AIDS, quando si rischia e quando no
Sanihelp.it - In generale i rapporti sessuali sono a rischio contagio. La prevenzione in questi casi non è mai troppa. Vediamo caso per caso quali sono le situazioni più rischiose.
Penetrazione vaginale: è rischioso ma ci si può proteggere indossando il preservativo dall’inizio del rapporto.
Penetrazione anale: qui il rischio è dovuto al fatto che la mucosa anale è delicata e soggetta a lesioni, inoltre nel rapporto anale vi è meno lubrificazione, quindi maggior possibilità di frizione e conseguenti microtraumi. Anche in questo caso il preservativo, usato correttamente, dall'inizio del rapporto e con un lubrificante adatto, protegge.
Fellatio: una persona sieropositiva che pratica la fellatio a una persona sieronegativa non rischia di trasmettere l'infezione. Il rischio si corre quando la persona cui è praticata la fellatio è sieropositiva.
Sulla possibilità di trasmissione dell'HIV attraverso la fellatio vi è comunque un dibattito tra chi considera questa pratica a rischio di trasmissione dell'HIV e chi sostiene che la possibilità è solo teorica (plausibilità biologica).
È comunque consigliabile praticare la fellatio con il preservativo, ma nel caso non lo si utilizzi è necessario evitare lo sperma in bocca.
Cunnilingus: è rishioso perchè le secrezioni vaginali possono contenere il virus HIV, pertanto esiste una possibilità (solamente teorica, perché nella realtà non esistono casi accertati) di trasmissione dell'infezione. Il cunnilingus è da evitare nel caso di mestruazioni.
L'utilizzo della diga interdentale o comunque di uno strato in lattice (che si può ottenere da un preservativo) applicato come barriera elimina il rischio.
Anilingus: questa pratica è considerata a rischio per altri tipi di infezione.
Fisting : è considerato a rischio per la facilità di provocare lesioni attraverso le quali potrebbe passare il virus.
Pioggia dorata: può essere pericolosa in presenza di sangue in quantità cospicua nelle urine.
Tags:
AIDS
HIV
Fonte: Lila, Ministero Salute, ISS
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009