Sindrome da immunodeficienza acquisita - Hiv, scenari futuri
Sanihelp.it - Dal cento per cento all’8-9 per cento. È questa la rimarchevole diminuzione della
mortalità per AIDS registrata negli ultimi dieci anni dallo studio Icona, nato nel 1997 come studio osservazionale (condotto sull’intero territorio nazionale) su di un’ampia casistica di persone HIV-positive (più di 6.000), e dal 2007 eretto a Fondazione.
Il merito spetta ai
farmaci antiretrovirali via via resi disponibili, studiati nel tempo per diminuire la tossicità, migliorare l’efficacia per quanto riguarda i ceppi resistenti, favorire la combinazione tra loro dei farmaci disponibili e aumentare il grado di accettabilità da parte dei pazienti.
Esistono tuttavia ancora serie problematiche (effetti collaterali, tossicità, selezioni di ceppi resistenti) cui si cerca di ovviare con nuove molecole o con opportune strategie farmacologiche. Occorre inoltre un netto cambiamento di mentalità: se prima lo scopo era quello di evitare che un paziente morisse di AIDS e di contrastare l’evoluzione dell’infezione a malattia, oggi, stante la possibilità di mettere insieme una combinazione tra farmaci che abbiano le caratteristiche della tollerabilità e di efficacia a lungo termine, l’obiettivo è quello di arrivare alla
viremia negativa se non in tutti, perlomeno nella stragrande maggioranza nei pazienti in trattamento.
«Per il prossimo biennio o triennio i centri clinici e i gruppi di lavoro più all’avanguardia saranno impegnati nel conseguimento di questo obiettivo - spiega Adriano Lazzarin, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’ospedale San Raffaele di Milano - che appare raggiungibile sulla base della osservazione riguardante la combinazione di almeno 2 o anche 3 nuovi farmaci in grado di uccidere, nel 90-100% dei casi, i virus multiresistenti. Si tratta certamente di una
rivoluzione nell’approccio strategico di lotta contro l’HIV e le sue drammatiche conseguenze».
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Fonte: Fondazione ICONA
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009