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Stipsi - Fibre, queste sconosciute…

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Sanihelp.it - Gli italiani e le fibre
Se ti dico fibra, tu cosa mi dici? È la domanda che è stata rivolta a circa 2000 italiani da un’équipe di ricercatori Eurisko per conto di Kellogg’s, per sondare le conoscenze dei nostri connazionali in materia di fibre alimentari.
Ne è risultato che gli abitanti del Bel Paese hanno una discreta cultura sull’utilità e sulle fonti di questi importanti nutrienti (circa due terzi della popolazione sa di cosa si tratta), ma rimane ancora qualche lacuna da colmare. Più preparate le donne e le persone di istruzione elevata (rispettivamente il 68% e il 75%). Anche il sesso forte inizia a dimostrare una certa attenzione: solo nel 40% dei casi chi dichiara di non avere mai sentito parlare di fibre è uomo.

La quasi totalità degli intervistati riconosce l’utilità delle fibre, in particolare la loro funzione regolatrice dell’intestino, e dichiara di consumarle (86%). La maggior parte della popolazione sa che frutta e verdura sono particolarmente ricche di fibre, e quindi cerca di inserirne giuste quantità nella dieta (soprattutto gli anziani).

Circa la metà assume fibre attraverso i cereali pronti, preferiti soprattutto da un target più giovane e istruito. Contenuto invece il consumo (un terzo dei consumatori) attraverso cibi integrali. Sempre riguardo alla prima colazione, risulta ancora poco diffusa l’abitudine di approfittare di questo pasto per assicurare il giusto apporto di fibre nell’alimentazione quotidiana.

Inoltre sono ancora poco chiari i benefici legati all’assunzione di fibre. Benefici innumerevoli, a sentire gli esperti. Non li conoscete? Allora questo piccolo dossier è per voi.
Cosa sono, di cosa sono fatte A prescindere dalle definizioni e dalle classificazioni adottate nel corso degli anni, la prerogativa della fibra nota a tutti da sempre è legata al suo comportamento nel tubo digerente: essa è stata sempre considerata «il residuo di pareti cellulari resistenti all'idrolisi da parte degli enzimi digestivi dell'uomo».

Da questa affermazione scaturisce una prima considerazione: la fibra alimentare non è una sostanza singola ma una miscela estremamente complessa di zuccheri diversi (polisaccaridi), quali cellulosa, emicellulose, pectine, gomme, mucillagini, galattomannani, betaglucani, polisaccaridi di alghe (agar e carragenine) e lignina (polimero del fenilpropano).
A eccezione delle gomme vegetali e delle mucillagini, la fibra alimentare può essere equiparata alla parete della cellula vegetale, la cui funzione è strutturale e meccanica: rappresenta infatti lo scheletro della pianta. Anche le proprietà lassative della fibra possono avere una componente meccanica.

I costituenti della fibra possono essere classificati sulla base della solubilità in acqua: a seconda del metodo di estrazione i componenti strutturali (cellulosa, lignina e alcune emicellulose) sono insolubili, mentre i componenti che gelificano (pectine, gomme, mucillagini e le rimanenti emicellulose) sono solubili.

In altre parole la fibra solubile, se mescolata a un liquido, forma un gel, processo che avviene nel tratto gastrointestinale. Modula l’assorbimento di alcuni macronutrienti (come lipidi e glucidi) e concorre a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, diminuendo potenzialmente il rischio di malattie cardiovascolari. La fibra insolubile invece attraversa il tubo digerente rimanendo in gran parte intatta.

Quindi le fibre solubili sono viscose e fermentabili, utilizzabili nella terapia delle dislipidemie e del diabete, mentre quelle insolubili sono non-viscose e lentamente fermentabili, quindi utilizzabili nella terapia della stipsi, della malattia diverticolare, delle emorroidi e nella prevenzione del cancro del colon.

Entrambi i tipi di fibra apportano benefici all’apparato digerente, permettendo una regolare funzionalità intestinale. La maggior parte degli alimenti di origine vegetale contiene sia fibra solubile che insolubile, con prevalenza di un tipo o dell'altro.
Tutti i vantaggi e i benefici Le fibre sono vere alleate di benessere e salute. Ecco perché.

Apporto raccomandato
Un sufficiente e costante consumo di fibra è giudicato molto importante sul piano preventivo. L’American Dietetic Association ha fissato come apporto giornaliero adeguato un consumo di 20-35 grammi di fibre al dì (oppure 0,5 g/kg di peso corporeo/die).

Il valore minimo definisce il limite inferiore per l'esplicarsi degli effetti benefici della fibra alimentare sulla funzione intestinale, il massimo rappresenta un limite di sicurezza per evitare i potenziali effetti negativi sul bilancio minerale. Come riportato anche nei LARN, questo intervallo non va applicato ai gruppi di popolazione di età estrema (bambini, anziani) e a persone a diete speciali.

Dato che dalla ricerca Eurisko è emerso che gli italiani non consumano abbastanza fibre, possiamo dire che un aumento nell’uso è un consiglio utile per tutti, a patto però che avvenga con gradualità e si inserisca nell’ambito di una modificazione generale dello stile di vita. Inoltre l'aumento del consumo dovrebbe derivare da una più elevata presenza nella dieta di alimenti ricchi di fibra (cereali, legumi, verdure e frutta), piuttosto che da supplementi o concentrati di fibra.

«Una quantità eccessiva o un incremento notevole e improvviso dell’introduzione di fibre possono comportare disagio nella vita quotidiana e sortire l’effetto opposto, cioè la mancata adesione del paziente alle indicazioni, o addirittura favorire la comparsa di effetti collaterali sgradevoli (formazione di gas, distensione addominale, diarrea) causati dalla fermentazione batterica della fibra, con formazione di acidi grassi volatili, idrogeno, anidride carbonica e metano» precisa Oliviero Sculati, Direttore dell’Unità di Nutrizione presso l’ASL di Brescia.

«Occorre pertanto procedere gradualmente, suggerendo per esempio di aggiungere 1-2 cucchiai di fagioli, piselli o legumi ai primi piatti 1-2 volte la settimana, aumentando lentamente fino a 3-4 cucchiai nell’arco di un mese, per consentire all’individuo di abituarsi al nuovo regime dietetico e alla flora batterica di adattarsi e stabilizzarsi. L'apporto di fibra dovrebbe anche essere accompagnato da un’adeguata assunzione di liquidi in maniera da consentire all'intestino di adeguarsi al cambiamento. È inoltre fondamentale rispettare le preferenze e le abilità culinarie di ciascuno, in modo da soddisfare il gusto ed evitare inutili imposizioni.

In ogni caso i disturbi gastrointestinali associati con un'ingestione eccessiva di fibra dovrebbero scomparire in 24-48 ore».
I consigli del dietologo Ecco qualche utile consiglio di Oliviero Sculati sul consumo quotidiano di fibre.

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Tags:  fibre queste sconosciute
Fonte: American Dietetic Association, asl brescia
di Roberta Camisasca
revisione: 26-01-2012

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