Stipsi - Stipsi: quando andare dal medico
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Come si può capire se si è stitici e in che misura si è colpiti dal problema? Il campanello d’allarme deve scattare se si avvertono i seguenti sintomi:
- riduzione della frequenza dell’evacuazione (meno di 2-3 volte la settimana)
- senso di svuotamento incompleto e di costipazione
- sensazione di avere un tappo che impedisce di liberarsi
- stimolo alla defecazione assente o raro
- necessità di rimanere in bagno a lungo e di ritornarci
- meteorismo
- dolori addominali
- feci dure
- sforzi eccessivi.
Se riscontrate almeno la metà di questi segnali,
scatta la visita dallo specialista. I parametri che durante la seduta il medico prenderà in considerazione per valutare l’entità del disturbo sono:
- frequenza delle evacuazioni
- tempo necessario per evacuare
- defecazione difficile
- defecazione incompleta
- tentativi infruttuosi al giorno
- assistenza manuale (con lassativi stimolanti, digitazioni o clisteri)
- durata in anni del problema
- dolore addominale.
Dopo essere giunto alla
diagnosi di stipsi, il compito del medico sarà quello di condurre il paziente a:
- conoscere le reali cause del proprio disturbo
- prendere coscienza delle proprie abitudini scorrette
- evitare cure inutili e talvolta dannose, come l’abuso di lassativi e prodotti di erboristeria.
Nel caso in cui il medico diagnostichi un caso raro, e più grave, di stitichezza, cioè quello dovuto a un’
ostruzione meccanica alla defecazione, causata da un
prolasso rettale (e/o vaginale), la risoluzione del problema sarà esclusivamente chirurgica.
Da alcuni anni infatti si può ricorrere a un intervento chirurgico mininvasivo e poco doloroso, che permette di guarire definitivamente dal problema ponendo fine agli imbarazzi e ai disagi collegati a questo disturbo. L’intervento consiste nella
correzione del prolasso rettale che ostruisce la defecazione, non procura ferite esterne, prevede un ricovero breve, spesso di un solo giorno, non necessita di medicazioni successive e ha una breve convalescenza.
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stipsi
stitichezza
Fonte: Società Italiana Unitaria di Colonproctologia
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009