Stipsi - Stipsi, cresce il peso emotivo e fisico
Sanihelp.it - La stipsi è un problema che tutti conosciamo. Se ne è parlato a Roma, in occasione del congresso dell’Associazione per la Neuro Gastroenterologia e la Motilità Gastrointestinale (ANEMGI) sulla gestione terapeutica del paziente con disturbi cronici gastrointestinali.
Una nuova ricerca internazionale promossa da Boehringer Ingelheim e presentata venerdì, però, ha rilevato che la stipsi è ben più di un problema intestinale e può avere impatti molto negativi anche sulla qualità della vita di chi ne soffre, paragonabili, in alcuni casi, a quelli di patologie molto più gravi.
L’indagine ha riguardato 2.870 pazienti di Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Brasile e Corea del Sud. Ha valutato, per la prima volta su scala così vasta, quanto la
stipsi si ripercuota sulla qualità della vita e ha rivelato che la qualità della vita di coloro che ne soffrono è molto inferiore a quella di chi non presenta questo problema.
In particolare, coloro che soffrono di stipsi hanno una peggiore percezione delle loro condizioni generali di salute; ritengono di essere più inclini ad ammalarsi e hanno anche più frequentemente dolore fisico generalizzato.
Il risultato più sorprendente è che le
ripercussioni della stipsi sulla qualità della vita di chi ne è colpito possono essere altrettanto negative di quelle descritte da soggetti che soffrono di
malattie croniche, quali diabete o cardiopatia.
«Il miglioramento della qualità della vita è un obiettivo importante della gestione del paziente con stipsi cronica - ha commentato Carmelo Scarpinato, del laboratorio di Farmacologia clinica dell’Università di Parma, che ha presentato i risultati dell’indagine a Roma - E’ stato dimostrato che sia il trattamento medico(fibre, lassativi di contatto e osmotici) e nei casi più gravi la chirurgia, migliorano la qualità della vita, significativamente ridotta dalla stipsi».
A causa delle molte convinzioni errate che ancora circondano la stipsi, però, chi ne è colpito si colpevolizza senza ragione per i sintomi di cui soffre. Oltre al senso di colpa, c’è anche un peso emotivo che a sua volta può far sentire le persone ancora più colpite dal problema. Per questo motivo è importante educare gli operatori sanitari in modo che si possano adottare nuove misure per riconoscere questo problema e la sua incidenza sulla qualità della vita del paziente.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009