Stipsi - Il benessere? Questione di pancia
Sanihelp.it - La
stipsi è una malattia sociale che colpisce tre milioni di donne e un milione di uomini, peggiorando sensibilmente l’attività lavorativa e la vita privata. Una problematica seria, a cui è dedicata anche una
settimana nazionale che ha tra gli scopi quello di ridurre le cure fai da te, come l’abuso di lassativi e prodotti di erboristeria, (per i quali in Italia si spendono ogni anno 250 milioni di Euro), promuovendo una corretta terapia. Che passa anche dai rimedi naturali, e con essi dal cibo.
La prima causa responsabile della sofferenza dell’apparato gastroenterico è infatti la poca conoscenza di come il cibo deve essere consumato. L’alimentazione umana prevede un consumo proporzionale tra cereali (60-70%), grassi prevalentemente insaturi (20-25%) e proteina in parte di origine animale e in parte di origine vegetale (10-15 %). Un’errata ripartizione di questi nutrienti provoca in primo luogo
irregolarità dell’alvo, o in senso stitico o in senso diarroico, associata spesso a dolori e alterazione della moltiplicazione delle cellule, che nel lungo periodo possono provocare la formazione di
polipi e perfino di neoplasie.
Per evitare queste complicazioni e restaurare la corretta funzionalità dell’intestino, la metodica più efficace è l’
idrocolonterapia, che rappresenta la più importante fase della prevenzione e cura delle malattie cronico degenerative di interesse medico chirurgico. La sua efficacia può comunque essere aumentata dall’uso correlato di
prodotti naturali sinergici, che in alcune situazioni, come un’elevata infiammazione intestinale o una stipsi particolarmente difficile, possono essere addirittura propedeutici all’intervento idrocolonterapico.
Microalghe selvatiche,
probiotici di derivazione umana ed enzimi fungini sono strumenti estremamente potenti dal punto di vista gastrointestinale. In particolare, recenti ricerche hanno identificato uno speciale tipo di ficocianina da
microalghe Klamath, dotata di proprietà antinfiammatorie intestinali più elevate di qualsiasi altra sostanza naturale, paragonabili ai farmaci ma senza nessuno dei loro effetti collaterali. Inoltre, l’uso associato del ceppo probiotico DDS1 e delle microalghe Klamath ha dimostrato di poter svolgere un’azione efficace di ripopolazione della flora amica e di riparazione della membrana intestinale compromessa; mentre uno specifico prodotto a base di probiotici umani, enzimi fungini, microalghe ed erbe, ha una lunga storia di efficacia anche in rapporto a forme di stipsi particolarmente difficili, senza nessuno degli effetti collaterali dei comuni lassativi.
La
cura dell’intestino senza farmaci passa anche dalla supplementazione, ovvero dalla correzione di elementi carenti o in eccesso quali vitamina A, vitamina E, vitamina B6, vitamina B9, vitamina B12, omocisteina, trigliceridi, colesterolo, serotonina, sodio, cloro, calcio, fosforo, potassio, magnesio. Infine troviamo gli
opoterapici, prodotti del risultato di procedimenti di laboratorio degli organi di suino che, in dosi di nanogrammi, stimolano nel focolaio flogistico, per fenomeni di chemiotassi, la produzione del
transforming grow factors beta (TGF_Beta), neutralizzando l’azione del principale agente eziologico dell’infiammazione, il
tumor necrosis factor alfa (TNF-α).
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009