Stipsi - Intestino pigro… per pudore
Sanihelp.it - La
stipsi rappresenta una vera e propria malattia sociale:
colpisce, solo in Italia, quasi 4 milioni di persone, soprattutto donne. Un’indagine realizzata su un campione rappresentativo di ambulatori ospedalieri da luglio a settembre 2008 ne evidenzia tutti gli aspetti. Un campione di 130 pazienti affette da stipsi, in particolare, ha risposto a un questionario in occasione della prima visita dallo specialista, il colonproctologo.
Un paziente su tre soffre di stitichezza sin dall’infanzia, la maggioranza assoluta (58%) da oltre un anno. Un problema che le donne considerano soprattutto invalidante (49%) e deprimente (42%) e che, quindi, nella quasi totalità dei casi (96%)
condiziona più o meno pesantemente la loro vita sociale: i rapporti con il partner, in particolare (37% dei casi) e il benessere psico-fisico in generale (45%), oltre che il lavoro (32%). Questo disturbo diventa addirittura determinante nell’organizzare gli spostamenti, sia per ragioni di lavoro sia nel tempo libero, che avvengono per lo più (62%) in automobile, più confortante di altri mezzi di trasporto.
La maggior parte delle donne che soffre di questo problema (51%) segue una normale dieta quotidiana senza particolari restrizioni e cercando di bere molto (nel 66% dei casi), oltre che di assumere
fibre.
Il problema è l’attività sportiva: il 71% delle intervistate non ne pratica nessuna e solo il 3% di quelle che fanno sport vi si dedicano quotidianamente.
Tutte (95%) le donne intervistate fanno uso di
lassativi, spesso senza il parere dell’esperto (nel 71% dei casi).
Lo specialista, in particolare, risulta uno sconosciuto, dato che vi si rivolge solo il 6% delle intervistate, mentre il medico di famiglia ha sempre un ruolo importante: lo consultano il 42% delle pazienti. Il pudore, in caso di problemi specifici, rimane un ostacolo per il contatto con l’interlocutore professionale: blocca l’85% delle donne. Ne parlano, invece, tra loro: quasi tutte (95%) conoscono altre persone che soffrono di stipsi e si confrontano (nel 68% dei casi) sul disturbo. Oltre al passaparola, i mezzi di comunicazione naturalmente rappresentano la principale fonte di informazioni (82%), ma anche il medico di famiglia (31%) che è quasi sempre (87% dei casi) la prima figura professionale cui si rivolgono.
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Fonte: SIUCP
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009