Stipsi - Intestino pigro? Lo sveglia lo specialista
Sanihelp.it - In Italia 4 milioni di persone soffrono di
stitichezza (soprattutto le donne), mentre la fuoriuscita delle
emorroidi interessa oltre 3.7 milioni di italiani (soprattutto gli uomini). In totale,
quasi 8 milioni di italiani soffrono di disturbi intestinali.
In particolare, stipsi ed emorroidi sono crucci frequenti nelle donne in dolce attesa e nelle neomamme. Il 60% delle donne incinte è affetta da disturbi emorroidari e per oltre la metà di queste il problema non rientra dopo la nascita del bambino. Circa il 65% delle future mamme soffre di stipsi. Questo perché nei primi mesi della gravidanza aumentano le necessità metaboliche (per il feto da nutrire) e aumenta la diuresi. L’organismo, quindi, chiama l’acqua di cui sente il bisogno dall’intestino, provocando una concentrazione e una disidratazione delle feci che si riducono come volume e diventano difficili da espellere.
Tra le cure oggi disponibili, ci sono
due interventi chirurgici che consistono in una sorta di lifting della mucosa del canale anale scivolata verso il basso (prolasso), riposizionata in modo tale da ripristinare il corretto funzionamento dei diversi organi del bacino, dal retto alla vagina.
Si tratta di due procedure mininvasive, rapide e poco dolorose. Non prevedono, infatti, incisioni e ferite esterne, durano poco di più di mezz’ora e si possono effettuare in anestesia locale. Questi interventi vengono eseguiti in un’area priva di ricettori del dolore: si evitano così i forti e prolungati dolori dell’intervento chirurgico tradizionale per la fuoriuscita delle emorroidi.
La degenza è di 1-2 giorni, la convalescenza inferiore a una settimana. Sin dalla sua dismissione il paziente è in grado di tornare alla vita di tutti i giorni. All’uscita dall’ospedale è previsto un primo controllo, mentre una seconda e ultima verifica si effettua dopo sei mesi.
È possibile sottoporsi a questi nuovi interventi per risolvere definitivamente la maggior parte dei casi di fuoriuscita delle emorroidi e quelli più gravi di stitichezza (15%), dovuti a un’ostruzione meccanica, provocata da un prolasso.
Queste tecniche sono state messe a punto dal chirurgo italiano Antonio Longo. La procedura per la cura delle emorroidi, disponibile da oltre 10 anni nel nostro Paese, nel 2000 è stata utilizzata sul 12% dei pazienti, mentre nel 2004 il 40% ne ha potuto usufruire, e il 55% nel 2006.
In Europa sono circa 350.000 gli interventi eseguiti, oltre 1.000.000 nel mondo. La tecnica per la cura chirurgica della stipsi viene eseguita da quasi cinque anni.
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Fonte: SIUCP
di Roberta Camisasca
revisione: 30-06-2009