Stomatopirosi - Cura e terapia
Sanihelp.it - Non esiste un trattamento risolutivo e univoco per la
stomatopirosi.
I pazienti affetti da BMS con un importante sintomatologia di tipo
psicosomatico vanno tranquillizzati sulla natura del tutto benigna del disturbo e in particolare i pazienti
cancerofobici vanno rassicurati sul fatto che il loro bruciore orale non è causato da alcuna neoplasia o da malattie di tipo sistemico; talvolta il paziente può trarre beneficio da sedute di psicoterapia eventualmente affiancate da pratiche alternative come l’agopuntura e il training autogeno.
Per quanto riguarda il trattamento prettamente farmacologico si possono somministrare
antidepressivi triciclici a basso dosaggio, perché tali farmaci a basso dosaggio, agiscono come analgesici; Il farmaco di scelta è il clordiazepossido in dosi variabili da 5 a 10 mg 3 volte al giorno, ma si può provare ad utilizzare anche il diazepam a dosaggio compreso fra 6 e 15 mgdie.
Ultimamente si sta valutando l’attività della gabapentina che sembra essere in grado di diminuire la sensazione di dolore urente, il numero di episodi di dolore di tipo parossistico, l’iperalgesia e riesce a potenziare l’analgesia indotta dagli oppioidi.
Alcuni studi evidenziano come un qualche beneficio si possa ottenere anche attraverso la somministrazione di
acido α-lipoico soprattutto se si interpreta la BMS come una neuropatia periferica: l’acido α-lipoico, infatti, riesce ad elevare i livelli di glutatione intracellulare e a eliminare i radicali liberi: quando si abbassano i livelli di glutatione aumentano i fenomeni di stress ossidativo, l’ infiammazione e peggiorano i danni a livello delle fibre nervose, con
neuropatia periferica.
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Stomatoprisi
Antidepressivi triciclici
Gabapentina
Fonte: G. A. Scardina La sindrome della bocca che brucia. Recenti Progressi in medicina Vol. 98 n°2, Febbraio 2007, pp. 120-128
di Angela Nanni
revisione: 30-06-2010