Tumore del colon retto - Colonscopia: la sedazione serve, ma in Italia è al 50%
Sanihelp.it - Il tumore del colon-retto costituisce nei Paesi occidentali la seconda causa di morte per tumore.
Il modo migliore per contrastarlo è la diagnosi precoce, che permette l’identificazione di lesioni tumorali in fase precoce e la loro immediata asportazione.
L’indagine di riferimento per diagnosticare le malattie del colon è la
colonscopia, da eseguire ogni 5 anni a partire dal cinquantesimo anno di età: oggi nel nostro Paese si eseguono circa 500.000 colonoscopie all’anno, e il numero è destinato a crescere in relazione alla sempre maggior diffusione dei programmi regionali di screening del cancro colon-rettale.
Per potenziare l’efficacia della colonoscopia, è fondamentale la
sedazione del paziente, che riduce il disturbo e il dolore durante la procedura.
Secondo una recente ricerca, però, in Italia questo metodo viene impiegato
solo nel 55% dei casi, contro la quasi totalità in Inghilterra e negli Stati Uniti.
Lo studio multicentrico e prospettico, condotto dall’Associazione Italiana Gastroenterologi & Endoscopisti Digestivi Ospedalieri (AIGO) su 12.800 conoloscopie, aveva l’obiettivo di valutare la qualità dell’esame in Italia in riferimento con la realtà di altri Paesi.
Dall’analisi deirisultati è emerso che l’utilizzo della sedazione è correlato sia al
raggiungimento del cieco (la probabilità di completamento dell’esame), sia al
riscontro di polipi (17% di probabilità in più).
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009