Focus Tumore al colon retto: i programmi di screening
Tumore del colon retto - Lo screening non è (ancora) per tutti
Sanihelp.it - Le ricerche hanno mostrato che il 50% delle morti per cancro colorettale possono essere prevenute attraverso screening, controlli e trattamenti oggi disponibili. La tendenza attuale riduce questa prospettiva al 17%: questo significa che molto deve essere ancora fatto per implementare efficaci programmi di screening e incoraggiarne la partecipazione.
Lo screening ha l’obiettivo di
diagnosticare il cancro a uno stadio precoce (nei pazienti che non presentano sintomi) quando il trattamento può essere più efficace: screening regolari hanno dimostrato di ridurre il rischio di morte del 16%. Sono disponibili
diversi metodi di screening, dall’analisi del sangue occulto nelle al
Computed Tomography scans. Lo screening consente di diagnosticare sia polipi, che possono degenerare in cancro, che il cancro stesso.
Secondo il rapporto
Il tumore del colon retto in Europa e Australia: sfide e opportunità per il futuro, il primo studio internazionale sulla gestione di questo tipo di tumore, che ha coinvolto 17 Paesi ed è stato realizzato dalla
London School of Economics, in Europa solo pochi Paesi hanno programmi di screening formale:
l’Italia, con un tasso di partecipazione che va dal 15% al 70%, la Francia, con un 40-55% e l’Inghilterra che conta la massima adesione con un 50-70%.
In questo panorama l’Italia non fa eccezione: programmi di screening con
partecipazione a macchia di leopardo sul territorio nazionale e differenze a livello regionale nell’accesso alle nuove terapie.
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tumore al colon retto
colonscopia
endoscopia
ricerca di sangue occulto
Fonte: Presentazione dello studio Il tumore del colon retto in Europa e Australia: sfide e opportunità per il futuro
di Roberta Camisasca
revisione: 30-06-2009