Focus Tumore al colon retto: le terapie
Tumore del colon retto - La chemioterapia che va dritta al bersaglio
Sanihelp.it - Negli ultimi anni si sono compiuti notevoli passi in avanti sia con la chemioterapia classica sia con quella innovativa. Una delle novità più interessanti è senza dubbio la cosiddetta chemioterapia target o capecitabina.
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Capecitabina è il primo farmaco chemioterapico orale per il trattamento del tumore del colon retto, della mammella e dello stomaco – spiega Francesco Di Costanzo, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze - Per il trattamento del tumore del colon retto viene usata
in combinazione con altri chemioterapici (Oxaliplatino, Irinotecan) in tutte le linee di trattamento. La capecitabina colpisce in maniera selettiva le cellule tumorali attraverso la trasformazione nel metabolita attivo, 5-fluorouracile, che attacca il DNA».
Il meccanismo d’azione è quello di somministrare un pro-farmaco (capecitabina) per via orale, che viene trasportato direttamente all’interno delle cellule tumorali ove si trasforma in
fluorouracile.
Per questo viene definita chemioterapia target:
il farmaco aumenta la propria attività proprio all’interno della cellula bersaglio e riduce così gli effetti collaterali alle cellule sane circostanti.
«In termini di efficacia, rispetto alla chemioterapia standard (terapia endovenosa con 5-fluorouracile/leucovorin) questo farmaco ha dimostrato in monochemioterapia di avere
ottimi risultati nella terapia adiuvante (terapia post-chirurgia) – afferma l’esperto - Ha dimostrato di essere efficace come il 5-FU in terapia adiuvante e in fase avanzata, sia in monoterapia che in combinazione».
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Fonte: Presentazione dello studio Il tumore del colon retto in Europa e Australia: sfide e opportunità per il futuro
di Roberta Camisasca
revisione: 24-01-2012