Tumore della prostata - Attenzione all'età e ai parenti
Sanihelp.it - Le principali cause di tumore prostatico sono tre:
età, razza e famigliarità.
L’età viene considerata uno dei principali fattori di rischio: se a 40 anni l’incidenza di questo tumore corrisponde a un caso su 19.299, già a 50 si passa a un caso su 45, e
dai 60 in poi addirittura ad un caso su sette (
Cancer statistics 2003).
Questi dati sembrano correlarsi alla presenza di ormoni endogeni quali
androgeni (diidrotestosterone e testosterone) ed
estrogeni (estradiolo), che possono influenzare il processo carcinogenetico che porta alla genesi del tumore.
Studi clinici hanno poi evidenziato che alcuni alimenti, come la
carne rossa, i
grassi e gli
alcolici, sembrano aumentare il rischio di cancro alla prostata, mentre altri, come la
soia e le
vitamine D ed E, sembrano ridurlo.
Ciò potrebbe spiegare la minore incidenza di tumore prostatico nella popolazione asiatica (causa razziale).
Questi dati non devono illudere chi soffre di cancro prostatico di potersi curare con l’alimentazione, ma di certo una dieta sana ricca di
selenio e vitamine e povera di grassi può essere d’aiuto, e lo stesso vale per l’abolizione di alcol, fumo ed esposizione ai raggi UV.
Infine, anche la famigliarità ha un ruolo importante nella genesi del carcinoma prostatico: nel 10-15% della popolazione con almeno un
parente affetto, il rischio di contrarlo risulta
raddoppiato, e lo stesso vale anche per che ha familiarità per la neoplasia mammaria, soggetta alla mutazione degli stessi geni BRCA1 e BRCA2.
Testo realizzato da Silvia Nava in collaborazione con Alessandro Bertaccini, Ricercatore presso la Clinica Urologica, Alma Mater Studiorum-Università degli Studi di Bologna, vice-presidente SAMUR onlus (Studi Avanzati Malattie Urologiche) - Policlinico S.Orsola-Malpighi - Bologna
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009