Tumore della prostata - Quattro metodi per un solo obiettivo
Sanihelp.it - Per la terapia del cancro della prostata esistono diverse opzioni terapeutiche.
La
terapia farmacologica si avvale di ormoni analoghi ai recettori della molecola LH (LHRH analoghi), anti-androgeni steroidei o non steroidei ed estrogeni.
In alternativa si può prendere il considerazione la
castrazione chirurgica, che ha effetto nel ridurre la quota di testosterone endogeno.
Con il tempo, però, queste terapie ormonali possono perdere efficacia, costringendo all’uso di farmaci chemioterapici come i taxoli.
L’
approccio chirurgico prevede invece due differenti tecniche: la
prostatectomia laparotomica, ovvero con incisione cutanea dell’addome, e la
prostatectomia laparoscopica.
Entrambe le metodiche raggiungono
buoni risultati con un basso tasso di complicanze a breve e lungo termine, e sono ottimali nelle neoplasie ancora localizzate in ambito prostatico oppure dopo radioterapia.
Anche per quanto riguarda la
terapia radiante le metodiche sono notevolmente migliorate, sia per la dose complessiva somministrata che per la focalizzazione del fascio radiante sui tessuti interessati.
Infine vale la pena ricordare il trattamento della neoplasia prostatica con il sistema
High Intensity Focused Ultrasouns (HIFU), in cui la lesione viene aggredita con un
fascio di ultrasuoni focalizzato.
Quest’ultima modalità terapeutica è ancora in fase di studio, ma offre spunti interessanti soprattutto se, dopo una terapia chirurgica o una radioterapia, è ancora presente una lesione recidiva.
Testo realizzato da Silvia Nava in collaborazione con Alessandro Bertaccini, Ricercatore presso la Clinica Urologica, Alma Mater Studiorum-Università degli Studi di Bologna, vice-presidente SAMUR onlus (Studi Avanzati Malattie Urologiche) - Policlinico S.Orsola-Malpighi - Bologna
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009