Tumori del polmone - Nuove speranze per la cura del tumore al polmone
Sanihelp.it - Se i risultati preliminari saranno confermati, il farmaco
Erlotinib potrebbe diventare una potente arma contro uno dei
big killers della terza età:
il tumore al polmone non a piccole cellule (40% di tutti i tumori che colpiscono gli over-70). Erlotinib è un farmaco biologico, cioè derivato da proteine naturalmente presenti nell'organismo, che blocca il recettore di un fattore di crescita, Egfr (
Epidermal Growth Factor Receptor) ostacolando la crescita del tumore.
Uno studio condotto da David Jackman del
Dana Farber Cancer Institute di Boston e pubblicato sul
Journal of Clinical Oncology, suggerisce che negli anziani colpiti da questo tumore, questo farmaco può essere usato come
terapia di prima linea (e non solo nei casi in cui la
chemioterapia abbia fallito, come successo finora), e
prolungare la sopravvivenza con minori effetti collaterali rispetto alla chemioterapia.
«Al momento la principale strategia terapeutica è l'intervento chirurgico, che però è possibile solo se la malattia è diagnostica negli stadi iniziali, e solo se la funzionalità respiratoria del paziente è sufficiente», conferma Silvio Monfardini, direttore della Divisione di Oncologia Medica all'Istituto Oncologico Veneto di Padova. «Quanto alla chemioterapia, per i pazienti anziani la tendenza prevalente è stata per molto tempo di non utilizzarla, per via dei suoi effetti collaterali».
Erlotinib offre diversi vantaggi: è una terapia orale, quindi maneggevole, è meno tossica della chemioterapia e la risposta terapeutica riscontrata dai ricercatori statunitensi è stata molto interessante. Lo studio ha coinvolto 80 pazienti di età superiore a 70 anni, senza terapie precedenti, trattati con 150 mg al giorno di questo farmaco. La sopravvivenza a un anno è risultata del 46%, quella a due anni del 19%.
Ma non è esente da effetti collaterali, anche se minori rispetto alla chemioterapia tradizionale: nel corso dello studio ha provocato
rash cutanei nel 79% dei pazienti e diarrea nel 69%. E un paziente è morto a causa del trattamento.
In prospettiva, questo farmaco potrebbe dare i migliori risultati abbinato a un
test genetico che permetta di individuare i pazienti per cui è più probabile una risposta positiva. Ma al momento non c'è modo di prevedere la risposta alla malattia in base alle mutazioni genetiche di cui l'individuo è portatore.
Tags:
tumore al polmone
chemioterapia
Fonte: AIOTE
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009