Tumori del polmone - Come si cura il tumore al polmone
Sanihelp.it - L'approccio terapeutico al tumore al polmone cambia a seconda che ci si trovi di fronte a un tumore a piccole cellule, sensibile ai chemioterapici, oppure a un tumore non a piccole a cellule, che non presenta tale sensibilità.
Nel primo caso la malattia è più aggressiva e proprio per questa sua caratteristica il trattamento si basa principalmente sulla
chemioterapia e sulla radioterapia (ove possibile); la
chirurgia, cioè l’eliminazione del tumore mediante l’asportazione della parte di polmone coinvolta, del tutto o in parte (lobectomia), è indicata solamente in casi selezionati.
La chemioterapia nel carcinoma del polmone a piccole cellule consente di ottenere la remissione completa nel
50% dei casi di malattia limitata e nel
20% dei casi di malattia estesa. In pazienti con malattia limitata, nel 5-10% dei casi, la chemioterapia induce una sopravvivenza libera da malattia per un periodo superiore a 5 anni.
Nel tumore non a piccole cellule l'intervento chirurgico rappresenta invece la terapia di scelta, a meno che non siano già presenti metastasi a distanza.
L’intervento chirurgico è condizionato dall’età del paziente, dal suo stato vitale, dall’estensione del tumore primitivo e dal coinvolgimento di organi vicini quali pericardio, trachea, diaframma, parete toracica.
Negli ultimi 60 anni la terapia chirurgica del carcinoma del polmone è notevolmente cambiata. Infatti fino agli anni 50 l’intervento di elezione è stato la pneumectomia, anche nei casi di malattia limitata. Negli ultimi 30 anni il trattamento di scelta è diventato la
lobectomia.
Nel caso di un tumore di grosse dimensioni esiste la possibilità di effettuare la chemioterapia prima o dopo l'operazione chirurgica che prende il nome rispettivamente di neoadiuvante o adiuvante. Lo scopo è quello di ridurre la dimensione del tumore per rallentare le ricadute. È possibile anche utilizzare la radioterapia.
Tra i farmaci chemioterapici più attivi ricordiamo i
derivati del platino e i taxani: sono comunque allo studio nuove molecole che hanno già dimostrato una certa attività su altri tipi di tumore e che ora vengono testati anche su questo.
Per quanto riguarda i farmaci biologici, sono allo studio nuove terapie, in particolare contro l'EGFR (un fattore di crescita cellulare coinvolto nella proliferazione tumorale). Benché siano disponibili farmaci intelligenti contro l'EGFR (per esempio il gefitinib), i risultati non sono stati quelli sperati a causa di altre mutazioni genetiche concomitanti che possono rendere inefficace il farmaco biologico. Attualmente sono in sperimentazione strategie di aggiramento di queste modificazioni genetiche e nuove molecole biologiche.
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Fonte: AIRC - Università degli studi di Firenze
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009