Tumore della retina - L'evoluzione del tumore alla retina
Sanihelp.it - Il Professor Massimo Lopez, specializzato in Oncologia Medica e direttore S.C. Oncologia Medica B dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, spiega l'evoluzione del retinoblastoma.
Il retinoblastoma ha un’aggressività inizialmente loco-regionale, con
distruzione progressiva dell’orbita e invasione della retina e della cavità vitreale se non prontamente trattato. Il tumore tende quindi ad accrescersi in parte in maniera endofitica (dagli strati retinici profondi verso il vitreo), in parte in maniera esofitica (dagli strati retinici più esterni verso lo spazio subretinico con conseguente distacco della
retina).
Il tumore può anche indurre una
reazione infiammatoria nelle strutture circostanti: questa è una delle cause più frequenti di ritardo nella diagnosi. L’infiammazione può determinare a sua volta una massiva necrosi della massa tumorale con conseguente atrofia dell’occhio.
Le forme che colpiscono i bambini di età più avanzata tendono ad avere una maggiore aggressività.
Metastasi a distanza sono rare: la più comune via di metastatizzazione è rappresentata dall’invasione del nervo ottico, attraverso il quale le cellule neoplastiche possono raggiungere il
chiasma ottico, la
pia madre e quindi lo spazio subaracnoideo. Da qui, attraverso il
liquor, il retinoblastoma può metastatizzare al sistema nervoso centrale in toto. Un’altra via di metastasi è quella sclerale. Una volta avvenuta la diffusione extraorbitaria, tramite la via linfatica (più raramente) ed ematica (più frequentemente) il tumore può metastatizzare ovunque.
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Fonte: Massimo Lopez - Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma
di Valeria Leone
revisione: 04-04-2012