Tumori del seno - Attenzione ai geni!
Sanihelp.it - Dati recenti indicano che esiste un
rischio aumentato di carcinoma mammario nelle persone con parenti di primo grado (madre, sorella, nonna o zia, sia da parte materna sia paterna) affetti da
tumore della mammella, dell'
ovaio, dell'endometrio o della
prostata.
In questi casi si è parlato di
predisposizione genetica:
geni potenzialmente responsabili sono il
BRCA1 e il
BRCA2, che si trovano sul
cromosoma 3 e sul cromosoma 17 e che innalzano il rischio complessivo di sviluppare un cancro al seno di circa 10 volte.
Cosa ne pensa la dottoressa
Giovanna Gatti, dell’
IEO di Milano?
«Esiste una quota minoritaria di casi di carcinoma della mammella cosiddetti "genetici", cioè legati a mutazioni genetiche che si possono trasmettere nella stessa famiglia.
In realtà la grande maggioranza dei casi di tumore mammario non è legata ai due
oncogeni BRCA 1 e BRCA 2, che rappresenta solo il 5-10% di tutte le
neoplasie mammarie.
In pratica uno, due o anche tre casi di carcinoma della mammella nella stessa famiglia non configurano un rischio aumentato: le famiglie con numerosi di casi di carcinoma della mammella e/o dell’ovaio in parenti di primo grado possono teoricamente avere un rischio più alto, ma tale rischio va valutato con gli esperti».
In pratica,
rischio aumentato non significa
ereditarietà.
È comunque fondamentale che le donne con una storia familiare pesantemente positiva si sottopongano alle
indagini genetiche per pianificare correttamente la loro prevenzione personale.
Invece per quanto riguarda i controlli annuali consigliati attualmente, questi «sono ugualmente validi per tutte le donne, al di là della loro "storia" genetica», continua la dottoressa.
«Se davvero esiste un rischio molto elevato legato all’ereditarietà, documentato da un’analisi quantitativa del rischio, si possono personalizzare i controlli a giudizio del medico di riferimento».
Tags:
ereditarietà
geni
tumore al seno
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009