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Tumori del seno - Autopalpazione: una buona abitudine

Sanihelp.it - La conoscenza delle proprie mammelle (che si presentano spesso nodose e con aree di diversa consistenza) è molto importante nella diagnosi precoce di cancro del seno<.
 
Le mammelle infatti sono soggette a diverse modificazioni del tessuto e sono possibili, a qualsiasi età, manifestazioni di varia natura, come noduli o cisti, che possono interessare il capezzolo, la cute ecc.  
 
È importante sottoporsi periodicamente a visita di controllo e fare attenzione a ogni insolita modificazione delle proprie mammelle.  
 
Il metodo più efficace di controllo del proprio seno è l’autopalpazione, che permette alla donna di conoscere l’anatomia delle sue mammelle e quindi di individuare tempestivamente gli eventuali noduli duri o di consistenza diversa dal tessuto circostante.  
È bene ricordare sempre che il compito di una donna non è quello di capire ciò che palpa, ma solo quello di controllare nel tempo che non vi siano cambiamenti. 
 
L'autoesame non è sufficiente ai fini della diagnosi precoce ma la sua pratica permette alle donne di evitare paure inutili quando si riscontrano tumefazioni che rientrano nella norma.  
Difatti quasi tutte le diversità che una donna può notare sono benigne e, pertanto, deve riferirle al proprio medico senza ansia, lasciando a lui il compito di risolvere il problema.  
 
Non si deve avere paura di palparsi le mammelle: qualsiasi modificazione si verifichi è meglio scoprirla e curarla poiché questa è la via migliore per la guarigione. 
 
L'autoesame va eseguito con regolarità, ogni mese, al termine del flusso mestruale, quando il seno non è congestionato (in quanto l’aspetto e la consistenza delle mammelle variano secondo il ciclo mestruale).  
Se il flusso è cessato è bene stabilire un giorno fisso al mese.  
Può essere eseguito anche ogni tre mesi ma intervalli maggiori sono sconsigliabili.  
 
L’autoesame consta di tre momenti. 

  1. L’osservazione: bisogna stare in piedi, di fronte a uno specchio, con le mani prima sui fianchi e poi in alto, in modo da evidenziare eventuali asimmetrie dei contorni, dei capezzoli, o irregolarità della cute.
  2. La palpazione: va eseguita in posizione supina, usando la mano controlaterale, con le dita a piatto.  
    Si compie esercitando una pressione delicata e uniforme con la punta delle dita su tutta la mammella, comprese le zone più periferiche, per individuare eventuali noduli.  
    Bisogna distinguere fra una nodularità diffusa o un nodulo isolato: la nodularità diffusa è in genere legata a una modificazione normale della mammella durante il periodo premestruale, mentre è importante fare una visita medica qualora si evidenzino uno o più noduli isolati (sia nella mammella sia nella zona ascellare), o una retrazione (fossa) della pelle.
  3. La verifica: l'esame termina spremendo dolcemente il capezzolo tra il pollice e l'indice per cercare eventuali secrezioni.
La pratica dell’autoesame deve essere un’abitudine mensile per tutte le donne.  
Tuttavia, è sconsigliabile ai soggetti ansiosi, che farebbero meglio ad affidarsi direttamente al consulto medico. 
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Tags:  autopalpazione buona abitudine
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 24-01-2012

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